A Baschi, il 60% della popolazione di cinque frazioni ha firmato una petizione popolare per chiedere il distacco dal proprio comune e l’aggregazione al Comune di Montecchio. L’iniziativa, priva di qualsiasi connotazione politica, coinvolge i territori di Morre, Morruzze, Acqualoreto, Collelungo e Vagli e punta ad avviare un percorso istituzionale che porti alla ridefinizione dei confini comunali. Le firme sono state depositate venerdi mattina presso il Comune di Baschi, mentre alla Regione Umbria e al Comune di Montecchio la richiesta è stata inviata tramite pec. Ne dà conto il Corriere dell’Umbria.
Alla base della richiesta ci sono ragioni essenzialmente pragmatiche, legate alla conformazione geografica del territorio e alla maggiore vicinanza delle frazioni interessate a Montecchio rispetto al capoluogo comunale di appartenenza. A pesare sono soprattutto i collegamenti stradali e l’accesso ai servizi essenziali, questioni che secondo i promotori generano disagi percepiti da tempo dalla popolazione residente.
A spiegare la situazione è Manuel Giuliani, referente dell’iniziativa e residente a Morre: “Ci sono frazioni, come Morre dove io abito, che distano 23 chilometri da Baschi e appena 12, da Montecchio. E le strade di collegamento non facilitano certo gli spostamenti: parliamo di strade di montagna, con tempi di percorrenza di 35 minuti nel primo caso e appena di 16 nel secondo. Per non parlare poi dei soli 6 minuti che occorrono da Morre per raggiungere Melezzole, altra frazione di Montecchio alla quale noi dall’hinterland di Baschi ci rivolgiamo per molti servizi”.
I numeri della petizione parlano chiaro: su circa 550 abitanti delle cinque frazioni, 295 persone hanno aderito all’iniziativa, mentre solo il 9% si è dichiarato contrario. Il resto della popolazione è costituito da minorenni, da persone non stabilmente residenti sul territorio o da chi ha semplicemente scelto di non partecipare alla raccolta firme.
Il legame tra le comunità coinvolte e Montecchio non è solo geografico. Molti residenti si spostano già abitualmente verso quel territorio per motivi scolastici, sanitari e commerciali, oltre che per partecipare ad attività sociali ed economiche. “Tra le comunità interessate e Montecchio – aggiunge Giuliani – esistono inoltre legami familiari, storici e culturali consolidati”.
I promotori tengono a sottolineare la natura apolitica dell’iniziativa: “L’iniziativa nasce direttamente dalla popolazione e non ha carattere politico o partitico. Non è promossa contro un’amministrazione comunale né a favore di una determinata forza politica, ma intende rappresentare esigenze quotidiane, concrete e da tempo avvertite dai residenti delle frazioni interessate”.
Un ulteriore elemento evidenziato da Giuliani riguarda gli equilibri demografici tra i due comuni coinvolti: “Baschi ha quasi 2600 abitanti, Montecchio 1400: se avvenisse questo passaggio delle 5 frazioni, alla fine le popolazioni dei due comuni si equivarrebbero”.
L’obiettivo dichiarato della petizione è verificare la possibilità di rendere i confini amministrativi più coerenti con la geografia reale e con la vita quotidiana dei residenti, migliorando prossimità, tempestività ed efficienza dei servizi pubblici. Ai cittadini di Baschi viene chiesto di discutere formalmente la proposta in consiglio comunale, adottare una deliberazione motivata e avviare un confronto istituzionale con Montecchio e con la Regione Umbria. La petizione chiede inoltre che venga affrontata espressamente la questione relativa all’articolo 44 della legge regionale Umbria n. 14 del 2010 e alla soglia demografica dei 3.000 abitanti.
“L’obiettivo – concludono i promotori – non è dividere le comunità, ma dare voce ai cittadini e verificare, attraverso gli strumenti democratici previsti dalla legge, quale organizzazione amministrativa possa rispondere meglio alle effettive esigenze delle frazioni”. La partecipazione resta libera e prescinde da qualsiasi appartenenza politica: tutti i residenti interessati sono invitati a informarsi e a contribuire in modo civile al percorso avviato. Si attendono ora gli sviluppi istituzionali.
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