Idroelettrico, sindacati incalzano Enel: “Sta progressivamente abbandonando Terni, Regione intervenga”

Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil chiedono la riattivazione del tavolo tecnico regionale e un piano di investimenti per salvaguardare gli impianti idroelettrici del bacino ternano

ll 28 agosto 2026 si è svolto un incontro tra le segreterie regionali e territoriali di Filctem-Cgil (Fabio Mencarelli e Stefano Ribelli), Flaei-Cisl (Ciro Di Noia) e Uiltec-Uil (Doriana Gramaccioni))

e gli assessori regionali allo Sviluppo economico e all’ambiente, energia e programmazione territoriale, Thomas De Luca e Francesco De Rebotti. Il confronto, richiesto dalle organizzazioni sindacali, ha avuto per oggetto lo stato del settore elettrico in Umbria, con particolare attenzione ai poli energetici ancora attivi sul territorio ternano e alla necessità di un intervento istituzionale a sostegno dell’occupazione.

Nel corso della riunione, i sindacati hanno rappresentato agli assessori l’importanza strategica del sito di Terni, tanto sul piano regionale quanto su quello nazionale, sollevando in particolare le criticità del settore idroelettrico ternano. È stata chiesta una verifica puntuale dello stato delle infrastrutture, resa urgente anche dalla prossima scadenza delle concessioni, insieme a un incremento del personale adeguato alle reali esigenze degli impianti, che secondo le sigle sindacali scontano carenze ormai non più rimandabili.

Un capitolo a parte riguarda la vertenza territoriale che coinvolge Filctem, Flaei e Uiltec, ancora aperta nonostante un precedente incontro tenutosi in Prefettura non abbia portato a una soluzione. Le organizzazioni hanno sollecitato le istituzioni a un impegno concreto per la salvaguardia occupazionale e per la tutela del patrimonio di conoscenze e competenze presenti nel territorio, un tema che riguarda da vicino anche le Officine di Terni, sito importante e fondamentale per la revisione del “grande macchinario” di tutti gli impianti presenti in Italia.

Riprendere la discussione

Alla luce di queste criticità, i sindacati hanno rimarcato la necessità dell’immediata riattivazione del tavolo tecnico istituito dalla Regione uno strumento pensato per gestire sotto il profilo della sicurezza, dell’affidabilità e della produttività tutti gli impianti idroelettrici presenti nel bacino ternano. Le sigle hanno inoltre chiesto agli assessori di istituire quanto prima dei tavoli congiunti tra parti sociali, politica e azienda, per riprendere un dialogo costruttivo con Enel e analizzare le criticità delle varie società del gruppo.

Durante l’incontro è stato sottolineato come, negli ultimi tempi, l’azienda si sia progressivamente allontanata rispetto alle reali necessità del territorio umbro. Per questo i sindacati hanno chiesto un cambio di approccio, sollecitando le istituzioni affinché intervengano per riportare Enel a farsi carico delle proprie responsabilità nel settore elettrico regionale, attraverso un piano di investimenti in grado di garantire anche adeguati livelli occupazionali.

Il confronto ha toccato anche la Rete di Distribuzione, per la quale sono state evidenziate molteplici criticità: dal modello organizzativo anomalo e applicato in maniera non conforme alle esigenze del territorio umbro, fino alla carenza cronica di addetti nel settore, che secondo i sindacati aggrava le difficoltà gestionali quotidiane e i disservizi sulla rete elettrica. Anche l’area commerciale è stata oggetto di attenzione, con la richiesta di un cambio di passo da parte dell’azienda a fronte del potenziamento degli Spazi Enel sul territorio.

Le organizzazioni sindacali hanno infine ribadito la necessità di un loro coinvolgimento diretto da parte delle istituzioni regionali e locali nella definizione del piano energetico regionale, fermo ormai all’anno 2004. L’obiettivo, secondo Filctem, Flaei e Uiltec, è arrivare a un nuovo piano energetico per l’Umbria capace di coniugare in equilibrio dinamico le dimensioni sociali, economiche e ambientali.

Redazione

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8 giorni fa

La Regione 💋 lasciatela dov’è, quelli sono specialisti in danni e frottole!
Visto che si parla di Terni, ove possibile, che sia il Comune, al massimo la Provincia ad occuparsene.

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