C’è baruffa nell’aria, in Consiglio comunale. Clima teso tra il sindaco Stefano Bandecchi e i quatto consiglieri che da poco hanno costituito il gruppo ‘Con Bandecchi per Terni‘, staccandosi da quello di Alternativa popolare pur continuando a garantire al primo cittadino il loro appoggio. Ma stavolta prendono un’iniziativa scrivendo allo stesso Bandecchi e lamentando di non essere stati interpellati sui punti all’ordine del giorno della seduta di lunedì 7 settembre 2026. Allo stesso tempo, mancando i tempi tecnici per chiedere di annullare in Consiglio, chiedono che la maggioranza non si presenti, facendo mancare il numero legale, esprimendo disponibilità a incontrare Bandecchi nel pomeriggio dello stesso giorno per alcuni chiarimenti.
Nessun confronto sugli asili
I quatto consiglieri, Marina Severoni, Andrea Colastanti, Andrea Sterlini e Federica Mengaroni, nella comunicazione formale inviata al sindaco di Terni, ricordano coma la capogruppo Severoni sia stata chiamata formalmente dal primo cittadino solo nel tardo pomeriggio del 3 settembre, a seduta già convocata. Si fa anche presente che la delibera legata ali asili comunali, che è in discussione all’ordine del giorno, non è passata per le commissioni e non è stata mai portata a conoscenza del gruppo consiliare ‘Con Bandecchi per Terni‘. Da qui, la richiesta allo stesso sindaco e agli altri consiglieri di maggioranza di disertare il Consiglio comunale del 7 settembre.
La maggioranza scricchiola
La posizione dei quattro consiglieri, a quanto pare, non è stata tanto gradita da Stefano Bandecchi. Come riportano i colleghi di Umbria7, infatti, il sindaco ha risposto che lui, la seduta, non la sposta e non la disdice. Dopo aver precisato a Marina Severoni di non aver detto che non l’avrebbe mai chiamata e facendo riferimento a un appuntamento chiestogli dal gruppo per la mattinata del 7 settembre, Bandecchi si è detto non disposto a “sottostare ai ricattucci” dei consiglieri che lo chiamano in causa. Annuncia che lui e la maggioranza saranno in aula regolarmente. “Se non avremo la maggioranza – avvisa – succederà quello che deve succedere“. Più un invito ai quattro consiglieri a dimettersi, o a passare nel gruppo misto.
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