La lega Spi Cgil Colleluna Valserra esprime contrarietà alla proposta di realizzare un nuovo centro commerciale nel quartiere Colleluna di Terni, lungo via del Centenario, e chiede all’amministrazione comunale di rivalutare il progetto. Secondo il sindacato dei pensionati, la nuova struttura rischierebbe di avere effetti negativi sul tessuto commerciale della zona, sulla viabilità e sulla vivibilità del quartiere, in un contesto già segnato da difficoltà economiche, calo demografico e problemi ambientali.
Un altro no quindi dopo quello del Pd e di Confartigianato e Confcommercio, con annessa petizione civica.
Il timore per il commercio di vicinato
La posizione dello Spi Cgil Colleluna Valserra è stata illustrata dal segretario Sergio Lulli, secondo il quale un nuovo polo commerciale potrebbe aggravare una situazione già complessa per le attività presenti nell’area nord della città.
“A oggi – spiega Lulli – un nuovo polo commerciale andrebbe solamente a impattare negativamente sul tessuto commerciale del territorio di Terni Nord, già in grande difficoltà”.
Secondo il sindacato, negli ultimi anni si sono registrate numerose chiusure di piccoli esercizi di vicinato, sempre più penalizzati dalla presenza delle grandi catene commerciali. Una situazione che, secondo l’organizzazione, avrebbe contribuito a rendere alcune zone meno frequentate e a indebolire quei luoghi di relazione considerati importanti soprattutto per anziani e giovani.
Critiche sulla viabilità e sul consumo di suolo
Tra le principali criticità evidenziate dallo Spi Cgil c’è anche l’impatto sulla mobilità del quartiere.
Secondo Lulli, il nuovo centro commerciale andrebbe a insistere su via del Centenario, una strada ritenuta già oggi non adeguata a sostenere ulteriori flussi di traffico.
“Il nuovo centro commerciale, inoltre – prosegue Lulli –, andrebbe a congestionare un’arteria, via del Centenario, già datata e insufficiente per la mobilità dei residenti”.
Il sindacato evidenzia inoltre il rischio di una riduzione degli spazi verdi pubblici, già considerati insufficienti, a causa delle trasformazioni previste nell’area.
Secondo la lega Spi Cgil, la zona rischierebbe di perdere ulteriormente funzioni sociali e aggregative, trasformandosi in un quartiere prevalentemente residenziale.
Preoccupazioni per trasporti e qualità dell’aria
Un altro punto sollevato riguarda il sistema dei trasporti pubblici e l’aumento del traffico veicolare.
Lo Spi Cgil sottolinea come il trasporto pubblico sia sempre più ridotto e ritiene che un incremento dei mezzi in arrivo anche dai comuni vicini potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione.
Il sindacato richiama inoltre il tema della tratta ferroviaria Terni-Perugia, indicata negli anni come possibile collegamento di tipo metropolitano, ma che secondo l’organizzazione non avrebbe ancora raggiunto gli obiettivi annunciati.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla qualità ambientale della zona. Secondo lo Spi Cgil Colleluna Valserra, l’area sarebbe già caratterizzata da criticità legate alla qualità dell’aria e alla concentrazione di polveri sottili, con valori che arriverebbero a superare le soglie previste.
L’appello al Comune sulla Terni del futuro
Il sindacato dei pensionati conclude il proprio intervento richiamando il contesto economico e sociale nel quale si inserisce il progetto, caratterizzato da difficoltà economiche e da un significativo calo demografico.
Secondo lo Spi Cgil, prima di procedere con nuove strutture commerciali sarebbe necessario un confronto più ampio sul modello di sviluppo della città.
“È giunto il momento che chi governa la città inizi a pensare complessivamente a come si vuole definire la Terni del futuro”, è la posizione espressa dall’organizzazione.
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