I plessi scolastici De Filis e Don Milani sono salvi. Non ci sarà alcun taglio, a Terni. Tagli solo a Città di Castello e Gubbio. Una decisione assunta dal commissario ad acta e che trova la soddisfazione da parte del Comune di Terni e dell’assessora alla scuola Viviana Altamura. Secondo quest’ultima, le quattro direzioni didattiche presenti a Terni dispongono di numeri adeguati per sostenersi autonomamente e rappresentano presìdi educativi fondamentali, radicati nei quartieri e capaci di garantire continuità, prossimità e qualità dell’offerta formativa. Realtà vive, come sostiene, che portano avanti progetti educativi di grande valore, costruiti con competenza, passione e una profonda attenzione ai bisogni dei bambini e delle famiglie.
Il ruolo di Terni
L’accorpamento di due plessi, secondo Altamura, “sarebbe stato una scelta poco funzionale e penalizzante dal punto di vista dell’efficacia didattica ed educativa. Una scuola eccessivamente frammentata rischierebbe infatti di perdere quella capacità di relazione, di governance educativa e di prossimità che sono elementi essenziali per garantire qualità, inclusione e attenzione ai territori“. Su quanto deciso dal commissario ad acta, dice: “Accolgo con soddisfazione la decisione assunta, che ha valutato con attenzione e responsabilità la specificità della condizione di Terni, riconoscendone il ruolo di capoluogo di provincia e la necessità di una tutela particolare. Un ringraziamento va per aver compreso la situazione ternana nella sua complessità, operando una scelta equilibrata e rispettosa del lavoro svolto negli anni dalla comunità scolastica cittadina. Le decisioni in materia di scuola devono avere come unico punto di riferimento il bene degli studenti. La scuola non è un semplice dato numerico, ma un luogo di crescita, relazione e futuro. È su questo principio che il Comune di Terni continuerà a muoversi, con senso istituzionale, responsabilità e attenzione concreta ai bisogni delle persone“. Viviana Altamura fa inoltre notare: “La città di Terni, nel corso degli anni, ha già dato un contributo significativo in termini di dimensionamento scolastico, affrontando numerosi e importanti accorpamenti che hanno inciso in modo profondo sull’assetto dell’istruzione secondaria superiore. È sufficiente ricordare l’unione del liceo Classico con il liceo Artistico, l’accorpamento tra l’Istituto per Geometri e l’Istituto Tecnico Tecnologico, fino alla fusione tra il Casagrande e il Cesi. Scelte complesse, sostenute con senso di responsabilità, che hanno già richiesto un notevole sforzo di adattamento da parte della città“.
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