La trasformazione del Frecciargento Ravenna-Roma in Frecciarossa resta un tema aperto nel dibattito sui collegamenti ferroviari che interessano Terni e l’Umbria, a distanza di due anni dalle prime interlocuzioni istituzionali. L’ipotesi era stata fortemente sostenuta da Enrico Melasecche, allora assessore regionale ai Trasporti e oggi consigliere regionale, che torna a fare il punto su una vicenda rimasta finora irrisolta, nonostante gli impegni prospettati da Trenitalia.
L’attenzione sul tema si era accesa in modo particolare all’inizio di febbraio 2024, in occasione della partita Ternana-Como, quando staff e calciatori della squadra lariana avevano utilizzato un convoglio speciale per la trasferta. Un episodio che aveva assunto un valore simbolico, alimentando un dibattito pubblico e istituzionale sulla possibilità di potenziare l’offerta di alta velocità a servizio del territorio ternano.
A distanza di tempo, però, il Frecciargento è rimasto Frecciargento. “Ne parlai con i vertici di Trenitalia – spiega Melasecche – appena arrivati i nuovi convogli avrebbero provveduto alla trasformazione”. Una trasformazione che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto garantire a Terni un collegamento più competitivo all’interno del sistema dell’alta velocità nazionale, pur in presenza di vincoli infrastrutturali.
Il nodo principale riguarda la linea Orte-Falconara, che non rientra nell’alta velocità. Tuttavia, come ricorda Melasecche, per poter classificare il servizio come Frecciarossa è necessario che almeno il 70% del tracciato si sviluppi su linea AV. “Era stato prospettato un allungamento del percorso da Roma a Salerno”, spiega l’ex assessore, “con un collegamento Ravenna-Salerno e un doppio passaggio su Terni, che avrebbe garantito benefici diffusi alla città e al territorio”. Una soluzione tecnica pensata per rispettare i parametri richiesti e, allo stesso tempo, rafforzare l’integrazione dell’Umbria nei flussi di lunga percorrenza.
Nel ragionamento complessivo, Melasecche sottolinea però una premessa ritenuta imprescindibile: la tutela dei pendolari. “I pendolari devono essere sempre tutelati”, afferma, ricordando che con l’arrivo dei dodici nuovi treni ordinati a suo tempo sarà possibile mantenere il passaggio lungo la direttissima, evitando penalizzazioni per chi utilizza quotidianamente il servizio ferroviario. A questo si aggiungono i lavori finanziati dal Pnrr, che dovranno essere completati entro la fine di giugno, con relativa rendicontazione. “I presupposti per migliorare le condizioni di viaggio ci sono tutti”, osserva il consigliere regionale.
Sul tavolo, nel frattempo, circolano anche ipotesi alternative per l’arrivo del Frecciarossa a Terni, ma Melasecche le giudica non praticabili. In particolare, viene criticata l’idea di un instradamento da Terontola, con attraversamento delle stazioni di Perugia e Foligno e successivo innesto sulla linea Ancona-Roma. “Reputo questa soluzione assurda”, afferma, spiegando che i tempi di percorrenza si dilaterebbero in modo esponenziale e che non sarebbe possibile garantire la quota del 70% su linea ad alta velocità.
Secondo l’ex assessore, quindi, l’unica opzione realmente percorribile resta quella del passaggio diretto sulla Orte-Falconara, già al centro delle interlocuzioni con Trenitalia. Una soluzione che consentirebbe di contenere i tempi di viaggio e di mantenere un equilibrio tra servizi di lunga percorrenza e traffico pendolare.
La riflessione si chiude con uno sguardo al presente e al futuro. “La palla passa all’attuale assessore Francesco De Rebotti”, conclude Melasecche, sottolineando come mantenere gli impegni assicurati da Trenitalia rappresenti una priorità strategica. L’auspicio è che il confronto istituzionale possa tradursi in scelte operative concrete, capaci di rafforzare il ruolo di Terni nei collegamenti ferroviari nazionali senza penalizzare l’utenza quotidiana.
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