Il consiglio comunale di Terni ha approvato nei giorni scorsi, con 21 voti favorevoli e 5 contrari, un atto di indirizzo che impegna la presidente dell’assemblea, Sara Francescangeli, a organizzare quanto prima un incontro tra una delegazione consiliare e la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, anche nella sua veste di assessore alla Sanità. La decisione è maturata in risposta alle indiscrezioni circolate sulla stampa relative a una possibile riorganizzazione della rete sanitaria regionale ritenuta penalizzante per il territorio ternano. La delegazione dovrà essere rappresentativa di tutte le forze politiche presenti in aula, con l’obiettivo di ottenere chiarezza ufficiale sugli indirizzi futuri della Regione in materia di salute pubblica.
Il timore di una USL unica con sede a Foligno
Al centro del dibattito vi è l’ipotesi, ancora non confermata da documenti ufficiali, di una fusione delle due ASL umbre con sede amministrativa unica a Foligno. Una prospettiva che ha suscitato reazioni trasversali in consiglio. Il gruppo di Alternativa Popolare ha rivendicato la primogenitura politica della proposta, sottolineando come Terni, in quanto capoluogo di provincia con un bacino di riferimento superiore ai 200mila abitanti, debba mantenere sia la sede della USL sia quella dell’Azienda ospedaliera ad alta specializzazione.
Il consigliere Claudio Batini (AP) ha utilizzato toni netti: ha accusato la giunta regionale di ridurre la sanità umbra a un mero esercizio contabile, con tagli a visite e ricette che ricadrebbero in modo sproporzionato sul sud dell’Umbria. La sua provocazione è esplicita: qualora la fusione delle due ASL risultasse inevitabile, la sede dell’ente unificato dovrebbe collocarsi proprio a Terni, come prova concreta dell’assenza di discriminazioni territoriali.
Le posizioni del centrodestra: FdI in prima linea
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Pastura, ha inquadrato il provvedimento in un contesto più ampio, richiamando l’aumento della pressione fiscale regionale — giustificato, a suo dire, da un disavanzo di bilancio mai verificato neppure dalla Corte dei Conti — e denunciando il rischio che decisioni rilevanti vengano assunte senza un adeguato coinvolgimento dei territori.
Pastura ha espresso rammarico per la scelta delle forze di sinistra di non aderire all’iniziativa, definendola difficilmente comprensibile in un momento che richiederebbe unità istituzionale. FdI ha inoltre annunciato una conferenza stampa per approfondire le criticità emergenti nella riorganizzazione sanitaria locale.
Il Pd vota contro: “Nessun documento ufficiale giustifica l’incontro”
La posizione del Partito Democratico è risultata nettamente distante da quella degli altri gruppi. Il capogruppo Pierluigi Spinelli ha motivato il voto contrario sostenendo che non esiste alcun documento formale della Regione che attesti l’ipotesi della USL unica con sede fuori Terni, e che una singola notizia di stampa non costituisce base sufficiente per richiedere un incontro istituzionale.
Il Pd ha tuttavia precisato di monitorare attivamente la situazione e di ritenere imprescindibile il rispetto del ruolo di Terni come capoluogo di provincia. La linea del partito, secondo Spinelli, è condivisa anche dai consiglieri regionali dem, indicati come legittimi portatori degli interessi territoriali nelle sedi competenti.
Il nodo politico: chi rappresenta davvero Terni?
Dietro il voto si cela una disputa sulla rappresentanza politica del territorio. AP ha accusato FdI di essersi appropriata di un’iniziativa altrui, mentre ha rimproverato sia il centrodestra sia il centrosinistra di aver taciuto nei rispettivi periodi di governo regionale. La rivendicazione di autonomia da logiche di partito è il filo conduttore del gruppo legato al sindaco Bandecchi, che secondo AP avrebbe per primo sollevato il tema della dignità istituzionale di Terni nei confronti della Regione.
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