Ferranti porta Forza Italia in tribunale per “danno d’immagine”. E su Verdecchia…

Il consigliere storico del partito annuncia ricorso al tribunale civile e chiede il risarcimento per i danni d'immagine causati dagli organismi locali

Francesco Ferranti, consigliere comunale e provinciale di Forza Italia a Terni con oltre 27 anni di militanza nelle istituzioni locali, ha lanciato un nuovo e duro attacco alla dirigenza territoriale del partito. L’occasione è stata la dichiarazione in aula del consigliere Guido Verdecchia, che ha annunciato la propria adesione al gruppo consiliare azzurro, scatenando quello che Ferranti definisce «imbarazzo nell’aula consiliare» e «l’ennesimo danno di immagine al Movimento, sia a Terni che in tutta la Provincia».

Il fatto si è verificato durante l’ultimo consiglio comunale di Terni, dove Verdecchia, ex capogruppo di Ap ha chiesto l’adesione al gruppo consiliare azzurro dopo essere entrato in Forza Italia , Secondo Ferranti, la segreteria comunale avrebbe dovuto gestire l’operazione con una preventiva interlocuzione tra Verdecchia e i capigruppo del partito, nel rispetto tanto delle norme nazionali quanto dei 623 elettori che «hanno stabilito a chi affidare il mandato di rappresentanza elettiva e cioè a me».

Una sequenza di tensioni che dura da oltre un anno

Il caso Verdecchia non è episodio isolato ma si inserisce in una crisi interna che Ferranti data con precisione: «a partire ormai dal 31 marzo 2025», giorno in cui il presidente della Provincia neo eletto propose di mantenere l’alleanza che aveva già unito il centrodestra alle elezioni regionali del novembre 2024 e alle successive elezioni amministrative del Comune di Genova del giugno 2025.

Da quella data, secondo il consigliere, si sono moltiplicate le «uscite dei segretari comunale e provinciale del partito, fortemente critiche e delegittimanti verso l’unico eletto in comune e provincia». Il culmine di questa conflittualità è stato il ricorso ai Probiviri regionali per chiedere l’espulsione di Ferranti dal partito — ricorso presentato, sottolinea lui stesso, da «soci o non eletti o da chi, come il vice sindaco di Avigliano Umbro, ricopre questo incarico a supporto del Sindaco del PD». (il riferimento qui è a Daniele Marcelli ndr)

La risposta: tribunale civile e richiesta di risarcimento

Di fronte a questa situazione, Ferranti annuncia una duplice azione legale. Da un lato, il ricorso al tribunale civile competente per chiedere l’annullamento del provvedimento dei Probiviri nazionali. Dall’altro, la richiesta di «valutazione e quantificazione degli eventuali danni di immagine causati dalle condotte degli organismi locali del movimento Forza Italia» nei confronti sia degli elettori che del consigliere stesso.

Nel suo j’accuse, Ferranti non risparmia critiche sulla qualità della gestione interna: negli ultimi 14 mesi, scrive, Forza Italia Umbria è finita alla ribalta nazionale anche per «violente polemiche con la stampa», legate alla censura pubblica inflitta dall’Ordine regionale dei giornalisti dell’Umbria a un parlamentare locale. Al contrario, ciò che gli organi di partito non hanno mai prodotto sono «proposte amministrative utili a perseguire l’interesse pubblico».

Il peso elettorale e la gestione “autoreferenziale”

A rafforzare le sue posizioni, Ferranti ricorda il proprio peso specifico all’interno del partito locale: nelle ultime tre tornate elettorali del 2014, 2018 e 2023, avrebbe rappresentato da solo circa il 35% dei voti complessivi del movimento a Terni. Dati che, a suo avviso, rendono ancora più grave la condotta di una dirigenza territoriale che definisce caratterizzata da «una conduzione autoreferenziale», in contrasto con «le aspirazioni e i punti di vista dell’elettorato moderato, ben pensante e liberale».

La responsabilità dell’episodio in consiglio comunale viene quindi attribuita non a Verdecchia — che «legittimamente cerca una nuova collocazione politica» — bensì in modo «preciso» agli organismi locali del partito.

Redazione

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