Ad Orvieto si è tenuto un incontro istituzionale sulla pianificazione degli impianti da fonti rinnovabili in Umbria, con focus sul progetto eolico Phobos. L’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca ha convocato i parlamentari eletti nei collegi umbri presso la sala Digipass del Comune, alla presenza della sindaca Roberta Tardani e dell’assessore Andrea Sacripanti. Tra i parlamentari presenti, la vicepresidente della Camera Anna Ascani, il senatore Walter Verini, gli onorevoli Emma Pavanelli e Raffaele Nevi. Gli altri parlamentari eletti in Umbria non hanno risposto alla convocazione.
Il progetto eolico Phobos è al centro di un riesame amministrativo avviato dalla Regione Umbria, dopo che l’autorizzazione era stata rilasciata tramite silenzio-assenso dalla precedente giunta regionale. «Un assurdo giuridico pensare che un impianto così grande possa essere approvato con un silenzio assenso», ha dichiarato De Luca, che ha paragonato il caso Phobos alla recente revoca di un decreto VIA per un parco eolico analogo nel viterbese, chiedendo al Governo la medesima attenzione per il territorio dell’Alfina.
Parallelamente all’incontro orvietano, De Luca è stato ospite di RaiNews24 nel programma Inside 24, condotto da Roberto Vicaretti, dove ha approfondito il tema delle aree idonee e non idonee per gli impianti rinnovativi. In collegamento anche il climatologo Luca Mercalli. L’assessore ha descritto l’attuale quadro come «una situazione di stratificazione legislativa che ha creato un forte caos», spiegando il modello regionale a tre colori: semaforo verde per gli impianti compatibili, arancione per le aree con criticità, rosso dove esistono incompatibilità con le tutele preesistenti.
La legge regionale sulle aree idonee, recentemente impugnata dal Governo nazionale, è stata difesa da De Luca come strumento di accelerazione e non di blocco alla transizione energetica. La norma, sviluppata in coordinamento con il piano paesaggistico regionale e il piano delle aree di accelerazione, mira a proteggere il patrimonio artistico, culturale e ambientale dell’Umbria da una deregulation incontrollata. Nonostante ciò, la nuova normativa nazionale non consente alla Regione di definire in modo autonomo le aree a bassa visibilità panoramica per l’eolico, «in maniera inspiegabile», secondo l’assessore.
Sul fronte della strategia energetica regionale, De Luca ha indicato il mix tra idroelettrico, eolico e altre fonti rinnovabili come via maestra per raggiungere l’autonomia energetica dell’Umbria entro il 2030. Ha tuttavia precisato che installare impianti in zone prive di adeguata disponibilità di vento, depauperando un territorio di pregio, «è un controsenso» che danneggia anche l’attrattività turistica ed economica della regione.
Dal confronto istituzionale è emersa una convergenza trasversale tra maggioranza e opposizione. La proposta di. Verini di istituire un tavolo di concertazione a Roma con il Governo è stata accolta, e Nevi, esponente della coalizione di governo, si è impegnato formalmente a organizzare e facilitare l’incontro. «Attendiamo fiduciosi che sia dato velocemente seguito a tale impegno per dare risposte concrete ai cittadini orvietani e umbri», ha concluso De Luca.
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Ci pensa lui.🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣