Tutela sanitaria migranti espulsi, protocollo ospedale-Prefettura

Terni, accordo triennale per garantire visite mediche e assistenza agli stranieri sottoposti a espulsione

La Prefettura di Terni e l’Azienda Ospedaliera Santa Maria hanno firmato questo pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’interno della struttura ospedaliera ternana, un Protocollo di Intesa e Collaborazione finalizzato a garantire un percorso sanitario coordinato per i cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione. All’incontro erano presenti il Prefetto di Terni Antonietta Orlando, il questore Michele Abenante e il direttore generale del Santa Maria Andrea Casciari, che hanno illustrato le finalità e i contenuti operativi dell’accordo.

Il protocollo, che avrà durata triennale e sarà rinnovabile, disciplina le modalità di accesso alle prestazioni sanitarie erogate dall’Azienda Ospedaliera per gli stranieri sottoposti a procedure amministrative di espulsione. In particolare, l’intesa riguarda tre ambiti principali: la valutazione medica finalizzata ad accertare l’idoneità alla vita in comunità ristretta all’interno dei CPR; l’accertamento di eventuali condizioni di vulnerabilità o patologie che possano rendere incompatibile il trattenimento o l’accompagnamento alla frontiera; e infine le prestazioni sanitarie urgenti o specialistiche necessarie durante la permanenza negli uffici di polizia.

Nel dettaglio, l’Azienda Ospedaliera si impegna a effettuare, anche in orario notturno e nei giorni festivi, le visite mediche generali e le certificazioni richieste dalla Questura di Terni, avvalendosi delle proprie strutture incluso il Pronto Soccorso. Le visite saranno affidate prioritariamente alla Struttura Complessa di Malattie Infettive, che dovrà verificare l’assenza di patologie infettive diffusive, disturbi psichiatrici gravi o altre condizioni sanitarie incompatibili con la permanenza in comunità ristretta, in linea con le Linee Guida nazionali in materia.

Il percorso prevede che gli stranieri vengano accompagnati dal personale della Polizia di Stato, incaricato di garantire la sicurezza senza interferire con l’attività sanitaria vera e propria. Tutte le prestazioni erogate saranno gestite secondo le norme vigenti relative all’assistenza sanitaria agli stranieri temporaneamente presenti, attraverso il codice STP.

Durante la presentazione, il prefetto Antonietta Orlando ha definito il protocollo “un importante esempio di collaborazione tra istituzioni, finalizzata a garantire il corretto svolgimento delle procedure previste dalla normativa, nel pieno rispetto dei diritti della persona e della tutela della salute”, aggiungendo che si tratta di “un percorso operativo chiaro ed efficace, capace di coniugare esigenze di sicurezza, legalità e assistenza sanitaria”.

Sulla stessa linea il questore Michele Abenante, secondo cui disporre di un percorso condiviso “significa garantire tempi certi, uniformità operativa e il pieno rispetto delle competenze di ciascuna amministrazione, assicurando al tempo stesso la tutela della salute delle persone coinvolte e la sicurezza degli operatori impegnati nelle attività”.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria, Andrea Casciari, ha invece sottolineato che l’intesa consente di “rafforzare la collaborazione tra istituzioni, mettendo a disposizione competenze sanitarie e organizzative per garantire procedure chiare, tempestive e uniformi anche in situazioni particolarmente delicate”, precisando che l’obiettivo resta quello di “assicurare valutazioni cliniche appropriate, nel pieno rispetto della dignità della persona, della normativa vigente e dei più elevati standard di tutela della salute pubblica”.

L’accordo si inserisce così in un quadro più ampio di collaborazione tra amministrazioni statali e sanità pubblica, con l’obiettivo di conciliare le esigenze di sicurezza e legalità con la tutela dei diritti fondamentali della persona.

Redazione

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