Bordoni risponde a Pastura: “La rottamazione delle cartelle non è la panacea del fisco”

La replica dell'assessora al bilancio: "Prioritaria è una buona politica fiscale locale"

La rottamazione delle cartelle fiscali arretrate è uno strumento importante, ma non risolve da solo tutti i problemi. Prioritaria, invece, deve essere una politica fiscale adeguata. L’assessora comunale al bilancio Micaela Bordoni risponde agli attacchi di Roberto Pastura di Fratelli d’Italia, il quale chiede all’amministrazione comunale di velocizzare le pratiche di adozione della misura in vista della scadenza dei termini del 31 luglio e accusa la stessa assessora di non conoscere bene i numeri di quanto il Comune debba ancora riscuotere dai tributi arretrati.

demagogia e propaganda

Micaela Bordoni contesta quanto si afferma dall’opposizione e parla di demagogia. “Quando si affrontano temi che riguardano migliaia di cittadini e imprese – dice – servirebbero studio, numeri e senso di responsabilità, non slogan costruiti per il titolo del giorno“. Secondo l’assessora, il problema sta nel continuare a confondere due piani completamente diversi: “Da una parte ci sono gli strumenti straordinari di definizione agevolata, dall’altra una vera politica fiscale locale, che significa programmazione, prevenzione del contenzioso, sostenibilità del bilancio e capacità di aiutare il contribuente prima che si trovi schiacciato da accertamenti, sanzioni e procedure esecutive. È esattamente questo il punto che sfugge“. Conferma che la questione della rottamazione è un tema che l’amministrazione comunale sta affrontando da mesi e che ogni misura agevolativa va però valutata alla luce dei suoi effetti reali. “I numeri – spiega – purtroppo, parlano chiaro. Il Sole 24 Ore del 26 giugno ha certificato che le rottamazioni succedutesi negli anni non hanno aumentato la riscossione totale, che il tasso di decadenza dai piani resta elevatissimo e che oltre 85 euro su 100 iscritti a ruolo sfuggono ancora al recupero. Continuare a presentare la rottamazione come panacea fiscale non risolve il problema, ma spesso lo rinvia e lo aggrava, alimentando l’attesa della sanatoria successiva e indebolendo la cultura dell’adempimento spontaneo“.  Micaela Bordoni individua, come priorità, quelle di mettere cittadini e imprese nelle condizioni di non arrivare al contenzioso e all’accertamento, consentire di conoscere per tempo la propria posizione, regolarizzarla prima che degeneri, rateizzare in modo sostenibile e sospendere le misure esecutive quando si avvia un percorso serio di rientro. “È esattamente – precisa – ciò che questa amministrazione ha fatto, modificando il regolamento, ampliando le possibilità di rateizzazione, lavorando sulla compliance e costruendo il Portale Unico del Contribuente come strumento concreto di fiscalità moderna e di prossimità. Noi continueremo su questa linea di serietà: valutare gli strumenti quando sono utili, senza trasformarli in bandiere ideologiche, e costruire nel frattempo una fiscalità più equa, più leggibile e più sostenibile. Il resto è propaganda“.

Redazione

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