La Giunta regionale dell’Umbria interviene per fare chiarezza su una nuova struttura comparsa nell’area dello stabilimento Ast di Terni, visibile dalla zona di Terni Est, che nelle scorse ore ha alimentato le ipotesi più disparate sui social e in alcune fake news circolate online. A fornire la spiegazione ufficiale è l’assessore regionale De Luca, secondo cui l’impianto non ha nulla a che vedere con le speculazioni diffuse: si tratta dell’uscita del sistema di filtraggio della nuova rampa scorie, un’opera pensata per intercettare e trattare le emissioni diffuse che oggi si disperdono ancora in atmosfera.
“Quella che nelle scorse ore è stata oggetto delle più assurde ipotesi, è in realtà è l’uscita del sistema di filtraggio della nuova rampa scorie” ha dichiarato l’assessore, precisando che l’opera servirà a captare, “catturare” e filtrare le polveri che oggi finiscono ancora in aria come emissioni diffuse: le famose “polveri di Prisciano” che da decenni interessano la città di Terni.
Un’opera legata all’Accordo di programma da un miliardo di euro
L’intervento, ormai nella sua fase conclusiva, rientra nell’Accordo di programma Ast, un piano industriale e ambientale che supera il miliardo di euro di investimenti. L’obiettivo, perseguito fin dal rilascio delle autorizzazioni regionali nel luglio 2025, è garantire che l’intero trattamento delle scorie avvenga al chiuso, risolvendo così in maniera definitiva la questione ambientale legata alle polveri di Prisciano.
Nel suo intervento, l’assessore De Luca ha voluto ringraziare Arvedi Ast per l’impegno messo in campo e per la rapidità con cui sta procedendo il cantiere: “Ringrazio Arvedi Ast per l’ingente impegno messo in campo e la celerità con cui stanno procedendo i lavori. Siamo ormai in dirittura d’arrivo – dopo aver sbloccato un iter autorizzativo estremamente complesso, complicato da imprevisti, ed aver monitorato costantemente il cronoprogramma dei lavori con sopralluoghi periodici, l’ultimo dei quali avvenuto lo scorso maggio, stiamo finalmente portando a compimento un’opera strategica per la tutela della salute pubblica”.
Un piano ambientale senza precedenti per il territorio ternano
Secondo la Giunta regionale, l’intervento rappresenta un risultato concreto all’interno di un più ampio piano ambientale dedicato al territorio di Terni, privo di precedenti per portata e investimenti. L’assessore ha ricordato come il lavoro della Regione sui costi energetici abbia reso possibile la chiusura di un accordo di programma che, fino alla primavera del 2025, non esisteva nemmeno in forma di bozza.
“L’impegno della Giunta regionale sui costi energetici ha permesso di poter concludere un accordo di programma, che fino alla primavera 2025 non esisteva nemmeno in bozza – conclude l’assessore De Luca – la cosa davvero importante è che stiamo parlando di soluzioni, di vere e proprie azioni di prevenzione primaria che abbattendo le emissioni di metalli pesanti in atmosfera ridurranno anche il rischio di esposizione ad essi collegato. La nuova struttura non emetterà nuovi inquinanti, ma è invece lo strumento finalizzato ad abbatterli, ripulire l’aria di Terni dalle polveri non intercettate in precedenza”.
Le tappe del percorso autorizzativo e di cantiere
Il percorso che ha portato alla realizzazione dell’opera è stato definito complesso dallo stesso assessore, segnato da un iter autorizzativo articolato e da alcuni imprevisti in corso d’opera. La Regione ha assicurato un monitoraggio costante del cronoprogramma dei lavori attraverso sopralluoghi periodici, l’ultimo dei quali risalente al maggio 2026. Questo controllo continuo, secondo quanto riferito, ha permesso di arrivare oggi alla fase finale del cantiere, con la struttura ormai visibile e prossima all’entrata in funzione.
La Giunta regionale sottolinea come la nuova rampa scorie e il relativo sistema di filtraggio non rappresentino una fonte aggiuntiva di inquinamento, ma al contrario lo strumento tecnico destinato ad abbattere le emissioni di metalli pesanti e a ridurre il rischio di esposizione della popolazione. Un chiarimento che punta a smontare le ipotesi infondate circolate nelle ultime ore e a restituire il corretto significato di un’opera che la Regione definisce strategica per la tutela della salute pubblica dei cittadini di Terni.
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