Rifondazione ad Ap: “Palazzo Spada non è cosa vostra, appartiene a Terni”

Rifondazione Comunista interviene dopo il richiamo della Prefettura sul decoro del Consiglio comunale e chiede alla presidente Francescangeli di garantire il ruolo dell’aula

Il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Terni torna sulle tensioni politiche a Palazzo Spada dopo il richiamo della Prefettura sul rispetto del decoro durante le sedute del Consiglio comunale. Il PRC critica il clima interno alla maggioranza guidata dal sindaco Stefano Bandecchi e sostiene che i conflitti politici stiano distogliendo l’attenzione dai problemi della città. Nel mirino del partito finiscono anche le dinamiche interne ad Alternativa Popolare e il ruolo della presidente del Consiglio comunale Sara Francescangeli, chiamata a garantire, secondo Rifondazione, il corretto svolgimento dei lavori dell’assemblea.

La presa di posizione arriva dopo la comunicazione della Prefettura relativa alla necessità che durante le riunioni del Consiglio comunale venga mantenuto, da parte di tutti i partecipanti, un comportamento adeguato al ruolo istituzionale dell’organo.

Per il PRC, però, la questione non rappresenterebbe soltanto un episodio legato al comportamento in aula, ma un problema politico più ampio.

«Non siamo più davanti all’ennesima polemica di Palazzo Spada. Siamo davanti a un problema politico. Da troppo tempo Terni assiste a provocazioni, scontri e sceneggiate che nulla hanno a che vedere con il governo di una città», afferma il partito.

Rifondazione si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio comunale Sara Francescangeli, alla quale il Comune ha trasmesso il richiamo prefettizio.

«Presidente, fino a quando? Presiedere il Consiglio comunale significa garantirne la dignità e tutelare le prerogative di chi vi siede. E questo ruolo deve essere esercitato nei confronti di tutti. Sindaco compreso», sostiene il PRC.

Secondo il partito, la situazione assume ulteriore rilievo considerando le tensioni emerse all’interno di Alternativa Popolare e le indiscrezioni relative a possibili modifiche negli equilibri politici e amministrativi nel prossimo futuro.

Rifondazione chiarisce però di non voler entrare nel confronto sugli incarichi o sugli assetti interni della maggioranza.

«Non ci interessano il toto-assessori, le poltrone o le rese dei conti interne ad AP. Ci interessa Terni. E Terni non può diventare ostaggio né delle provocazioni del Sindaco né delle continue tensioni della sua maggioranza».

Al centro della critica c’è quindi il rischio, secondo il PRC, che il confronto politico interno finisca per oscurare le priorità della comunità.

«Mentre si discute ancora una volta di equilibri, incarichi e rapporti interni alla maggioranza, Terni deve affrontare questioni enormi: il futuro della sanità pubblica e dell’ospedale, il lavoro, l’industria, i servizi, le periferie e lo sviluppo della città».

Il partito richiama quindi la necessità di riportare il dibattito pubblico sui temi amministrativi e sulle esigenze dei cittadini.

«Potete discutere dei vostri equilibri quanto volete. Ma non sulla pelle di Terni», afferma Rifondazione.

Nel finale della nota il PRC ribadisce la propria visione del ruolo delle istituzioni cittadine, contestando l’idea che Palazzo Spada possa essere considerato uno spazio legato esclusivamente alla maggioranza che governa.

«Palazzo Spada non è proprietà privata. Il Consiglio comunale non appartiene a Bandecchi e non appartiene alla sua maggioranza. Appartiene a Terni».

Il partito sottolinea inoltre che il consenso elettorale non può tradursi, a suo giudizio, in una gestione esclusiva della città.

«Chi governa può avere i numeri. Ma non avrà mai il diritto di considerare una città cosa propria».

Rifondazione conclude il proprio intervento richiamando la storia della città e il ruolo della partecipazione civica.

«Terni viene da lontano. È stata costruita da generazioni di donne e uomini con il lavoro, il sacrificio e la partecipazione. E sarà ancora qui quando questa stagione politica sarà finita».

«Terni non è cosa vostra. Terni è dei ternani», conclude il Partito della Rifondazione Comunista.

Redazione

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