L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha affrontato il tema dell’ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto, con un confronto sull’avvio del procedimento autorizzatorio PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) e sugli atti di programmazione regionale che hanno riguardato il sistema dei rifiuti. L’interrogazione è stata presentata dal capogruppo del Movimento 5 stelle Luca Simonetti, che ha chiesto chiarimenti sul ruolo della precedente Giunta regionale e sulle conseguenze delle decisioni assunte negli anni passati.
Il 15 luglio 2026 la società Orvieto Ambiente S.r.l. ha depositato alla Direzione regionale Governo del Territorio, Ambiente e Protezione Civile l’istanza per l’ampliamento della discarica di Orvieto, con una volumetria prevista di 350mila metri cubi. L’avvio della procedura, secondo quanto emerso in Aula, rappresenta un passaggio tecnico previsto dalla normativa e non coincide con una valutazione politica favorevole al progetto.
Simonetti chiede chiarezza sugli atti della precedente Giunta
Illustrando l’interrogazione, Luca Simonetti ha chiesto di verificare se corrisponda al vero quanto dichiarato dalla sindaca di Orvieto, secondo cui “l’ampliamento della discarica Le Crete non è mai stato autorizzato dalla precedente giunta regionale”.
Il consigliere ha inoltre chiesto quali fossero i flussi di conferimento previsti dalla pianificazione regionale ancora vigente e collegata alla programmazione della precedente amministrazione, che prevedeva anche la realizzazione di un termovalorizzatore.
Secondo Simonetti, la procedura avviata dalla società proponente deriva da un quadro programmatorio già definito in precedenza. Nel suo intervento ha richiamato la delibera regionale 2/2022 della Giunta Tesei, con cui sarebbe stata stabilita l’estensione della capacità residua delle discariche strategiche umbre per un totale di un milione di metri cubi aggiuntivi, includendo anche l’impianto di Le Crete.
Il capogruppo del Movimento 5 stelle ha sostenuto che l’avvio del PAUR rappresenti un adempimento tecnico-amministrativo e non una scelta politica dell’attuale governo regionale.
La posizione dell’assessore De Luca: “Un’eredità della precedente amministrazione”
A rispondere in Aula è stato l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, che ha spiegato come la nuova pianificazione regionale dei rifiuti non preveda ulteriori ampliamenti rispetto a quelli già programmati.
“Nella proposta di piano che stiamo per adottare inseriremo in maniera esplicita che la pianificazione non prevederà alcun ulteriore ampliamento delle discariche rispetto a quanto precedentemente previsto”, ha dichiarato De Luca.
L’assessore ha poi citato l’avviso pubblico presentato da Orvieto Ambiente, nel quale viene richiamata la Dgr 2/2022 come riferimento per l’estensione delle volumetrie delle discariche strategiche regionali.
Secondo De Luca, “già in questa prima fase programmatoria l’ampliamento del Le Crete è una eredità diretta, vincolata e programmata dalla precedente amministrazione”.
L’assessore ha ricordato anche gli altri interventi previsti nel quadro regionale: l’ampliamento della discarica di Belladanza nel 2022 per 300mila metri cubi e quello di Borgogiglione per 605mila metri cubi. Questi interventi, secondo quanto riferito in Aula, erano collegati alla fase transitoria e alla successiva entrata in funzione del termovalorizzatore.
Il nodo del rapporto tra discariche e termovalorizzatore
Uno dei punti principali del confronto ha riguardato il rapporto tra gli ampliamenti delle discariche e il progetto del termovalorizzatore regionale.
De Luca ha sottolineato che nel piano vigente l’ampliamento della discarica di Orvieto era previsto nel periodo compreso tra 2027 e 2030, sostenendo che la programmazione fosse collegata alla precedente strategia regionale sui rifiuti.
“Se l’ampliamento era a servizio dell’inceneritore, come si fa a sostenere contestualmente che la mancata realizzazione dell’inceneritore non avrebbe previsto quegli ampliamenti che erano a servizio dello stesso impianto? È un controsenso”, ha affermato l’assessore.
Secondo De Luca, la delibera del 2022 non sarebbe più modificabile attraverso una semplice revoca, poiché sarebbe stata recepita all’interno del Piano regionale dei rifiuti attualmente vigente.
La nuova programmazione regionale sui rifiuti
Nel corso della discussione è stato ribadito l’indirizzo della Giunta Proietti verso un modello diverso nella gestione dei rifiuti, basato su recupero di materia, economia circolare e riduzione del ricorso allo smaltimento in discarica.
L’assessore ha spiegato che il procedimento autorizzativo avviato per Le Crete deve essere valutato sulla base delle norme e degli strumenti di pianificazione vigenti nel momento in cui viene esaminato.
Il confronto politico ha quindi evidenziato due letture differenti: da una parte la maggioranza regionale che considera l’ampliamento di Le Crete una conseguenza di decisioni già assunte dalla precedente amministrazione; dall’altra chi chiede un chiarimento sul peso delle scelte attuali nella gestione del procedimento.
La replica di Simonetti
Nella replica finale, Luca Simonetti si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta, chiedendo però all’assessore di trasmettere gli atti anche al Comune di Orvieto.
“Questa è la prova definitiva che l’inceneritore non chiude il ciclo dei rifiuti ma anzi manda rifiuti speciali in discarica”, ha dichiarato il consigliere del Movimento 5 stelle.
Il confronto sulla discarica Le Crete resta quindi legato al futuro della programmazione regionale dei rifiuti e agli effetti delle decisioni già inserite negli strumenti di pianificazione vigenti.
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