Il centrosinistra di Terni prepara una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Stefano Bandecchi dopo le tensioni politiche emerse in Consiglio comunale e il voto sul bilancio consolidato, approvato con appena 15 voti favorevoli, due in meno dei 17 indicati come soglia di maggioranza. La decisione è stata presa nelle ultime ore durante un incontro tra Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Psi, Casa Riformista-Italia Viva e Rifondazione comunista, che hanno concordato di avviare un confronto con gli altri gruppi di opposizione. L’obiettivo è verificare le condizioni per presentare una mozione di sfiducia condivisa e aprire una nuova fase politica a Palazzo Spada, dopo quella che le forze del centrosinistra considerano la rottura della maggioranza che sostiene il primo cittadino.
L’iniziativa arriva in un momento di forte tensione all’interno dell’amministrazione comunale, con gli equilibri politici messi in discussione dall’esito della votazione sul documento contabile.
Bilancio consolidato, il centrosinistra rivendica il ruolo nella crisi
Il punto di partenza dell’iniziativa politica è il voto sul bilancio consolidato del Comune di Terni, che ha ottenuto 15 consensi favorevoli.
Secondo le forze del centrosinistra, quel risultato avrebbe mostrato in maniera evidente le difficoltà della coalizione che sostiene Bandecchi, facendo emergere una frattura tra il sindaco e una parte dei consiglieri che fino a quel momento avevano garantito il sostegno all’amministrazione.
“In primo luogo, è utile ricordare, per i meno attenti di ogni schieramento, che è in consiglio comunale, grazie ai consiglieri di centrosinistra, che si è consumato il dramma della ormai ex maggioranza e Bandecchi ha perso la fiducia dei suoi: il bilancio consolidato, infatti, ha ottenuto solo 15 voti favorevoli (la maggioranza è di 17)”.
Nella ricostruzione dei partiti di opposizione, un ruolo determinante nell’approvazione del documento sarebbe stato svolto anche dalle astensioni arrivate dai consiglieri del centrodestra e dai civici vicini a Bandecchi.
Un passaggio che il centrosinistra richiama per distinguere l’approvazione formale del bilancio dalla tenuta politica della maggioranza.
Il voto favorevole di 15 consiglieri viene quindi indicato come il segnale di una perdita di compattezza dello schieramento che governa la città, pur non determinando automaticamente la cessazione del mandato del sindaco.
Mozione di sfiducia a Bandecchi, confronto con le altre opposizioni
Dopo il voto in Consiglio comunale, i partiti del centrosinistra si sono riuniti per definire una linea comune e valutare le iniziative da assumere nei confronti dell’amministrazione.
La decisione è quella di procedere verso la presentazione di una mozione di sfiducia, mantenendo aperta la possibilità di sostenere eventuali iniziative analoghe promosse da altri schieramenti.
“Oggi ci siamo visti come forze dell’alternativa e abbiamo concordato di presentare una mozione di sfiducia e/o di metterci a disposizione per sostenere quelle che eventualmente verranno proposte da altri schieramenti”.
Il passaggio successivo sarà affidato ai consiglieri comunali delle forze coinvolte, incaricati di incontrare i rappresentanti degli altri gruppi di opposizione.
L’obiettivo è verificare la possibilità di arrivare a un testo condiviso, nel rispetto delle procedure previste per la presentazione e la discussione della mozione.
La sfiducia al sindaco richiede infatti un preciso percorso istituzionale, distinto dalle normali votazioni sugli atti amministrativi. Per determinare la cessazione del mandato del primo cittadino è necessaria l’approvazione della mozione secondo le maggioranze previste dalla legge.
La disponibilità manifestata dal centrosinistra a sostenere anche proposte provenienti da altre forze politiche lascia aperta la possibilità di un’iniziativa più ampia rispetto ai soli partiti che hanno sottoscritto la nota.
Un’assemblea pubblica a Palazzo Spada con cittadini e associazioni
Accanto all’iniziativa istituzionale, il centrosinistra intende promuovere un momento di confronto pubblico sulla situazione politica cittadina.
Le sei forze hanno proposto di organizzare un’assemblea nella sede del Consiglio comunale di Terni, coinvolgendo non soltanto i rappresentanti dei partiti, ma anche il mondo associativo e le realtà sociali del territorio.
All’incontro saranno invitati parlamentari ed esponenti politici nazionali, insieme alle organizzazioni civiche e ai cittadini interessati a partecipare al dibattito.
Nella nota, i partiti spiegano di voler convocare “un’assemblea pubblica di tutte le forze civiche e di centrosinistra, a cui inviteremo parlamentari ed esponenti nazionali ma soprattutto forze sociali, associazioni e cittadini, i veri traditi da Bandecchi”.
La proposta mira a portare il confronto sulla crisi amministrativa anche al di fuori delle riunioni tra gruppi consiliari, attraverso un appuntamento aperto alla città.
Non è stata ancora indicata una data per l’assemblea, che le forze politiche intendono comunque organizzare in tempi brevi.
Partiti convocati in permanenza, coinvolti anche i vertici regionali
Il coordinamento tra le forze del centrosinistra proseguirà anche nei prossimi giorni, con riunioni dedicate all’evoluzione della situazione politica e ai rapporti con le altre opposizioni.
Pd, M5S, Avs, Psi, Casa Riformista-Iv e Rifondazione comunista hanno deciso di mantenere aperto il confronto sia a livello comunale sia provinciale.
I rappresentanti dei partiti hanno inoltre esteso l’invito ai rispettivi segretari regionali, che potranno partecipare ai prossimi incontri per contribuire alla definizione di una strategia condivisa.
“Infine, a livello comunale e provinciale, siamo convocati in sede permanente e già da oggi sono stati invitati, a partire dai prossimi incontri, i segretari regionali dei partiti per condividere un orizzonte comune”.
Sul piano istituzionale, il prossimo passaggio sarà dunque il confronto tra i consiglieri delle diverse opposizioni per verificare le condizioni necessarie alla presentazione della mozione di sfiducia contro Stefano Bandecchi.
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