Maggioranza in Comune: siamo alla settimana decisiva. Si prospetta un lunedì bollente, con il sindaco Stefano Bandecchi che apre una settimana nella quale si presenta a palazzo Spada con la sua coalizione in minoranza dopo la fuoriuscita dalla maggioranza dei quattro consiglieri che avevano lasciato Alternativa Popolare. Ma potrebbe aprirsi per lui anche qualche primo spiraglio sulla strada di un recupero di qualche voto a favore, mentre dall’opposizione c’è già chi è pronto a andare dal notaio per la mozione di sfiducia. Servono però 17 voti e i promotori di questo atto, al momento, sono di meno. Nell’attesa, Bandecchi potrebbe recuperare qualche voto a partire proprio da qualcuno dei dissidenti, ma a proseguire con qualche altra ‘stampella‘ proveniente dalle opposizioni.
Segnali distensivi con Federica Mengaroni
Apertura in vista, intanto, con Federica Mengaroni, una dei quattro consiglieri usciti da Ap e che hanno costituito il gruppo Con Bandecchi per Terni e poi hanno annunciato di passare all’opposizione. Il gruppo sì, ma Federica Mengaroni, in una sua nota, ha precisato che non ha mai formalizzato, da parte sua, un’uscita della maggioranza: “Ricordo a tutti – aveva precisato in questi giorni – che come componente del gruppo Con Bandecchi per Terni ho recepito la richiesta del sindaco e prima di leggere le sue parole non ho mai espresso la volontà di uscire dalla maggioranza, atto per altro non ancora formalizzato“. Ribadendo ancora una volta che “per quanto mi riguarda, proseguirò il mandato affidatomi dei cittadini nell’unico interesse che è quello della città“. Questa affermazione ha trovato la reazione proprio del sindaco Bandecchi, il quale dice di apprendere “con piacere” che la consigliera continuerà a servire i cittadini nel rispetto del mandato avuto dai suoi elettori. “Un mandato – dice – ricevuto stando nelle liste che mi rappresentavano e che mi hanno fatto eleggere sindaco“. Poi ancora: “Apprendo anche con piacere la sua momentanea dichiarazione, che spero sia duratura, di far parte della maggioranza con la quale è stata eletta e di volere essere considerata in modo a sé stante in quanto consigliera, seppur facente parte di un gruppo. Dico questo perché vorrei togliere qualsivoglia equivoco sulle mie dichiarazioni rivolte al gruppo Con Bandecchi per Terni. Il vicepresidente del gruppo, Andrea Sterlini, mi ha più volte sottolineato che parlava a nome di tutti e quindi di questo io ero stato edotto. Ho semplicemente sostenuto che chi è stato eletto nelle liste del sindaco, e a sostegno dello stesso, deve sempre rispettare il mandato dei cittadini e l’impegno che la mia consiliatura ha preso davanti agli stessi“. Bandecchi aggiunge anche di essere “sempre disponibile a qualsiasi confronto democratico e liberale“.
Opposizione dal notaio ma senza numeri
Dunque, quello di Federica Mengaroni può essere uno dei voti recuperati dal sindaco, anche s questa è al momento una tesi solo teorica. E se la consigliera dovesse restare in maggioranza, Bandecchi avrebbe 15 consiglieri (lui compreso), contro i 17 dell’opposizione. E 17 è anche il numero minimo che servirebbe alla maggioranza per approvare alcuni atti, come il bilancio, ma è anche il numero che serve per una possibile sfiducia nei confronti del sindaco stesso. Dall’opposizione, ci si sta muovendo. Già aperti i contatti con lo studio notarile Cirilli proprio per mettere a punto questa mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino. Ma al momento, i consiglieri di opposizione pronti a presentarla non sono 17, bensì 12 oppure 13. Si tratta, infatti, del blocco di centro sinistra, più Guido Verdecchia, Roberta Trippini, Cinzia Fabrizi, i consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza di recente (da capire ancora, però, cosa farà Federica Mengaroni) e Marco Celestino Cecconi. L’atto, dunque, non sarebbe appoggiato dal resto di Fratelli d’Italia, né dai consiglieri Francesco Maria Ferranti, Valdimiro Orsini e Orlando Masselli. In questo modo, anche a una mozione di sfiducia, mancherebbero i numeri. Allo stesso tempo, si parla ancora di possibili ‘stampelle’ dall’opposizione che Bandecchi troverebbe, con Masselli, Ferranti e Orsini come maggiori indiziati. Ma c’è da vedere cosa faranno anche gli altri che al momento non sottoscriverebbero la sfiducia.
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