Nella mattinata di venerdì 30 ottobre 2026 studenti, lavoratori e sindacati di base sono scesi in piazza a Terni per uno sciopero con corteo contro precarietà, sfruttamento e riarmo. L’iniziativa è stata promossa da Confederazione COBAS, COBAS Scuola, CUB, dal Centro sociale Germinal Cimarelli, dall’Unione degli Studenti e dal Coordinamento Ternano per la Palestina. Diverse centinaia di manifestanti si sono ritrovati in largo don Minzoni, dove ha preso forma il messaggio della giornata, riassunto nello striscione “Giù le armi – su i salari”. Alla base della mobilitazione c’è la contestazione di politiche economiche e sociali che, secondo gli organizzatori, scaricano i costi delle crisi sulle fasce più deboli della popolazione mentre crescono le risorse destinate alle spese militari.
Il corteo nelle vie del centro
Dopo il ritrovo, i partecipanti hanno dato vita a un corteo aperto da una grande bandiera della Palestina. La sfilata ha attraversato alcune vie del centro cittadino e ha raggiunto l’Ufficio scolastico provinciale, il Provveditorato agli studi, che è stato uno dei punti simbolici del percorso. Secondo le cronache della mattinata, un nutrito gruppo di giovani, decine e decine di ragazzi, si è radunato anche in piazza dell’Orologio, da dove è partita la marcia verso il Provveditorato e le principali vie e piazze del centro. Lo svolgimento della manifestazione è stato tranquillo per tutta la mattinata.
Gli striscioni e i cartelli
Nel corteo sono stati esposti numerosi striscioni e cartelli. Su uno di essi si leggeva: “Contro guerre e carovita repressione – blocchi, scioperi e occupazione”. Un altro cartello recitava: “Ci togliete il futuro e piangete per le vetrine?”. Su un ulteriore striscione compariva la scritta: “Noi non saremo complici”.
Le ragioni dello sciopero
Gli organizzatori hanno spiegato che lo sciopero vuole dare voce a lavoratrici e lavoratori, precari, studenti e studentesse. Al centro della mobilitazione ci sono la lotta alla precarietà e allo sfruttamento, la difesa dei salari e dei diritti, il contrasto al peggioramento delle condizioni di lavoro e la richiesta di investimenti nella scuola pubblica, nella sanità, nei servizi sociali e nei territori.
Il fronte degli studenti
La giornata è stata pensata anche per il mondo della scuola. Le sigle promotrici hanno richiamato la necessità di una scuola pubblica accessibile, inclusiva e democratica, in opposizione alle disuguaglianze formative, alle politiche repressive e ai tagli agli investimenti nell’istruzione. Le rivendicazioni delle giovani generazioni si intrecciano, nelle parole dei promotori, con quelle del mondo del lavoro e comprendono il diritto allo studio, la libertà di espressione e di manifestazione, maggiori risorse per la scuola e il diritto a un futuro libero dalla precarietà.
Una mobilitazione unitaria
La presenza congiunta di sindacati di base, organizzazioni studentesche, realtà dei centri sociali e del movimento per la Palestina ha caratterizzato la manifestazione ternana come un’iniziativa trasversale. Sul piano delle richieste, il tema del riarmo si è affiancato a quelli del carovita, dei salari e dei servizi pubblici. La mattinata si è conclusa senza momenti di tensione, dopo il passaggio del corteo davanti all’Ufficio scolastico provinciale e nelle principali vie del centro.
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