L'”Indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo-dipendenti” condotta da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha messo in luce una realtà preoccupante per l’Umbria, collocandola in cima alla lista delle regioni italiane per la percentuale di ricoveri provenienti dai pronto soccorso. Un dato che solleva serie preoccupazioni riguardo l’efficacia del sistema di gestione dell’emergenza-urgenza nella regione.
Secondo il rapporto, nel 2022, i pronto soccorso umbri hanno registrato oltre 265 mila accessi, con una predominanza di codici verdi, che rappresentano il 69 percento del totale, il dato più alto a livello nazionale. Preoccupa soprattutto il fatto che l’11 percento dei pazienti con codice bianco, considerati non urgenti, sia stato ricoverato, un indice significativamente più alto rispetto al resto d’Italia. Anche per i codici verdi, l’Umbria si posiziona al di sopra della media con un 7 percento di ricoveri.
Questi dati si traducono in un carico di lavoro eccessivo per gli ospedali e in tempi di attesa medi inferiori rispetto alla media nazionale: 66 minuti per i codici bianchi, 132 per i verdi, 231 per i gialli e 143 per i rossi. Tuttavia, ciò che emerge con forza dall’indagine è la necessità di interventi mirati per ridurre gli accessi inappropriati e i conseguenti ricoveri non necessari.
L’assessore alla Sanità Luca Coletto, parlando all’Ansa ha spiegato che la Regione “ha messo in atto una serie di azioni per evitare accessi inappropriati al pronto soccorso e conseguenti ricoveri. Abbiamo anche rivisto la programmazione sociosanitaria e a breve saranno messi a bando più di mille posti letto in Rsa e sarà potenziata la riabilitazione, per dare risposte di medio-bassa intensità a pazienti non in fase acuta che in maniera inappropriata venivano ricoverati in posti letto ospedalieri”.
Il rapporto di Agenas non si limita alla sola emergenza-urgenza, ma esamina anche le performance delle reti cardiologiche, traumatologiche e ictus. Per quanto riguarda l’ictus, ad esempio, sebbene la mortalità a 30 giorni sia considerata buona, le tecniche di trombolisi e trombectomia richiedono miglioramenti, così come sottolineato nelle raccomandazioni rivolte alla regione. in particolare l’Asl di Perugia per entrambe le tecniche. Il trattamento dell’emorragia subaracnoidea va bene. La Regione deve però potenziare la riabilitazione.
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