Iva sul Terzo Settore dal 2025, Sabatini: “Così si uccidono le associazioni”

Il presidente di Arci Terni: "Urgente intervenire per correggere questa normativa, senza fermare l'adeguamento alle norme europee, ma riconoscendo il valore delle realtà"

A partire dal 1 gennaio 2025, tutte le associazioni non profit saranno assoggettate all’IVA. Questa misura, frutto di una legge approvata alla fine del 2021, rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di molte piccole associazioni, che svolgono un ruolo cruciale nei quartieri, nei piccoli centri e nelle aree interne del paese. Le previste esenzioni fiscali non saranno sufficienti a salvaguardare queste organizzazioni dal pesante carico burocratico e amministrativo che l’IVA comporterà.

Tommaso Sabatini, Presidente di ARCI Terni, esprime preoccupazione per le conseguenze di questa misura, affermando che l’inclusione del Terzo settore nell’ambito dell’IVA equipara le associazioni alle imprese commerciali, alterando il fondamentale rapporto tra associazioni e comunità, che non dovrebbe essere basato su una logica cliente-fornitore. Sabatini sottolinea: “Questa impostazione minaccia l’autonomia delle associazioni, limitandone le capacità di autofinanziamento, e complicandone la gestione con ulteriori adempimenti burocratici.”

Inoltre, l’introduzione dell’IVA potrebbe non portare ad un aumento delle entrate fiscali, ma anzi, rischia di ridurle. Attualmente, le associazioni non recuperano l’IVA pagata sugli acquisti, mentre in futuro potrebbero detrarla, riducendo così le entrate per lo Stato. Sabatini aggiunge: “È quindi urgente intervenire per correggere questa normativa, senza fermare l’adeguamento alle norme europee, ma riconoscendo la specificità e il valore sociale delle associazioni del Terzo settore.”

La riforma del Terzo settore ha delineato un percorso che mira a combinare partecipazione democratica ed equità sociale nella costruzione di nuovi modelli di welfare. La Corte costituzionale, nel 2020, ha sottolineato l’importanza di un’organizzazione delle “libertà sociali” che non sia riconducibile né allo Stato né al mercato, ma che rappresenti forme di solidarietà fondamentali per la convivenza sociale. Sabatini conclude con un appello: “È ora di credere in questa strada e difendere con atti concreti le tante associazioni del Terzo settore italiane.”

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha un nuovo pastore. Il vescovo eletto monsignor Raimo ha parlato...
Nasce la sezione ternana della Rete del lavoro agricolo di qualità, verso un Protocollo...
L'avvocato Andrea Pensi incontra la direzione e la polizia penitenziaria di vocabolo Sabbione per fare...

Altre notizie