Il generale Roberto Vannacci ha dichiarato che “gli atleti italiani sono tutti italiani e pertanto avranno tutti il mio supporto” durante un intervento a Orvieto in occasione della tre giorni organizzata dal Movimento indipendenza di Gianni Alemanno. Parlando a margine dell’evento, Vannacci ha sottolineato il suo sostegno incondizionato agli atleti italiani presenti ai Giochi Olimpici.
Durante il suo discorso al Palazzo del Capitano del Popolo, l’europarlamentare ha criticato apertamente alcuni aspetti della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi. Ha evidenziato “lo sberleffo della fede e della cristianità”, riferendosi alla scena dell’Ultima Cena che ha suscitato polemiche tra i vescovi francesi e il mondo cattolico. Vannacci ha affrontato anche il tema del politicamente corretto.
L”argomento prevedibile è quello che ha scandalizzato una fetta della cristianità ma che alla fine si è rivelato un clamoroso abbaglio. E Vannacci naturalmente ci è caduto dentro. perchè il quadro omaggiato durante la cerimonia di apertura non era, come confermato anche dagli storici dell’arte, L’Ultima Cena bensì il Banchetto degli Dei.
“Altro fallimento mostruoso ai giochi olimpici è l’assenza di due bandiere europee,” ha proseguito Vannacci, riferendosi all’esclusione di Russia e Bielorussia dalle competizioni internazionali a seguito dell’attacco all’Ucraina. Ha affermato che “lo sport ha perso, ha tradito il concetto stesso dello sport”, criticando la decisione che ha portato alla mancanza delle bandiere russe e bielorusse.
Parlando dell’assenza di queste due nazioni, Vannacci ha ricordato che i cinque cerchi olimpici “rappresentano nei loro colori tutte le bandiere del mondo”. Ha chiarito che la sua presenza a Orvieto non era volta a cercare convergenze politiche, ma a esporre i suoi principi e valori, lasciando aperta la possibilità di convergenze future.
La partecipazione dell’europarlamentare al Forum dell’indipendenza italiana ha suscitato reazioni contrastanti, ma Vannacci ha ribadito il suo impegno a difendere i valori dello sport e della rappresentanza nazionale, auspicando che i Giochi Olimpici possano tornare a essere un simbolo di unità e rispetto tra le nazioni.
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