Nel recente incontro sulla riorganizzazione scolastica, l’opposizione dei comuni umbri alle politiche educative di Terni sottolinea una frattura istituzionale e un malcontento crescente tra le amministrazioni locali. L’assessore Viviana Altamura esprime il proprio dissenso e la determinazione a perseguire le scelte migliori per gli studenti e l’educazione territoriale, nonostante le pressioni politiche e le dinamiche intercomunali.
Dibattito infuocato e decisioni contestate
Questa mattina, la conferenza provinciale sul dimensionamento scolastico si è conclusa in un clima di forte tensione. La maggioranza dei sindaci ha respinto l’opzione di Terni, contrapponendosi alla revoca dell’accorpamento degli istituti De Filis e Don Milani. “La nostra delibera difende gli interessi di Terni, ignorando le ragioni di questa ostilità intercomunale,” lamenta l’assessore Altamura, evidenziando una mancanza di considerazione per gli attori educativi locali e le esigenze comunitarie.
L’assemblea odierna ha messo in luce le apprensioni del capoluogo riguardo le future decisioni regionali che potrebbero favorire altri territori. Altamura mette in guardia sul rischio di una disparità di trattamento a scapito di Terni e la sua provincia, confrontandosi con la posizione più unitaria di Perugia, il cui singolo contributo sembra simboleggiare una mancanza di preparazione a una reale riforma dimensionale nell’intera regione.
Posizioni e reazioni
Nella controversa seduta, la presidente della Provincia ha superato i limiti della conferenza, permettendo ai sindaci – un numero non rappresentativo dei votanti secondo il Comune – di porre un ultimatum al comune di Terni. Quest’ultimo è stato incalzato a fornire una nuova proposta di dimensionamento entro il 25 novembre, una scadenza che l’assessore Altamura ritiene impraticabile per una decisione così complessa.
La reazione dell’amministrazione ternana non si è fatta attendere. Il vicesindaco Riccardo Corridore critica l’atteggiamento contrastante degli altri comuni e annuncia la possibile impugnazione della delibera, sottolineando come tale manovra rappresenti un ostacolo alla “buona politica” e alla tutela degli interessi di Terni. “Affronteremo il problema con la creazione di una commissione tecnica e una pianificazione attenta e inclusiva per i prossimi tre anni,” dichiara con fermezza.
La situazione attuale evidenzia quindi un terreno di scontro tra le visioni amministrative della regione, con Terni che si erge a difensore delle proprie politiche educative contro una corrente di dissenso che sembra trascendere gli interessi puramente pedagogici.
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