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Sviluppo industriale, il monito della Cgil: “Finito il tempo delle parole, si agisca”

Incontro a Terni alla presenza dei big del sindacato. Gesmundo: "L'Italia impoverisce e si parla di presidenzialismo". Falcinelli: "Dicano a che punto siamo col Pnrr"

Industria, energia, ambiente – Prospettive di sviluppo industriale sostenibile nell’area ternano-narnese’ è il tema dell’incontro che la Cgil ha organizzato il 23 novembre all’Hotel Garden, alla presenza di numerosi big del settore per parlare di transizione ecologica e delle sfide del settore.

Diverse le sessioni. La prima quella più istituzionale, coordinata da Sergio Cardinali, area politiche industriali della Cgil.

Si parte dalla convocazione del tavolo per l’accordo di programma di Ast, annunciato per il 12 dicembre prossimo.

“L’appuntamento è fondamentale – dice il segretario della Fiom Michele De Palma – perché bisogna che ora si traduca in elementi concreti per avere garanzie sia sul piano stesso che sulle ricadute occupazionali. Credo ci sia una discussione generale che riguarda la siderurgia di questo Paese e i costi che stanno impattando sulla siderurgia dal punto di vista energetico.  Questo dovrebbe essere oggetto di un confronto fra le parti sindacali, il Governo e il sistema delle imprese. Penso che l’obiettivo principale da raggiungere sia quello della transizione delle produzioni da un punto di vista energetico e ambientale, che garantisca la produzione di acciaio ma anche l’obiettivo ‘zero emissioni’ che è il valore aggiunto che ha scelto l’Europa per il nostro futuro industriale”.

La tavola rotonda di apertura: scontro Bandecchi-Cipolla

Sergio Cardinali ha evidenziato le sfide attuali nel contesto nazionale, sottolineando la necessità di sviluppare soluzioni efficaci e coinvolgere tutti i soggetti interessati. Sul piatto, argomenti chiave quali informatizzazione, mobilità ed energia, enfatizzando: “Importante – ha ammonito – l’utilizzo responsabile delle risorse, scelte attive di indirizzo, serve una politica chiara ed efficace”.

Cardinali ha anche ricordato la relazione tra l’uomo e l’acqua, fondamentale per lo sviluppo dell’Umbria meridionale, e menzionato l’importanza storica di Terni e Narni nel settore siderurgico e chimico. Stefano Ribelli di Filctem Terni si è invece concentrato sull’industria chimica di Terni e Narni, in particolare sul potenziamento dell’idroelettrico. Ha rilevato: “Il declino dell’industria di settore – ha detto – è iniziato proprio dal venir meno della complementarietà tra questa e la produzione di energia”.

L’evento ha visto anche un confronto tra il sindaco di Terni, Bandecchi, e il segretario della Cgil Ternana, Claudio Cipolla. Bandecchi ha sottolineato la sua distanza dall’acciaieria, pur mostrando apertura verso la Cgil per discutere il piano di sviluppo proposto dal sindacato. Cipolla ha risposto sottolineando che, nonostante la dichiarata apertura del sindaco, non c’è stata ancora una convocazione per discutere il progetto di sviluppo.

Cipolla ha poi delineato le priorità del sindacato, enfatizzando la necessità di una nuova politica per accompagnare il cambiamento. Ha detto: “Le nostre priorità – ha proseguito Cipolla -: non sciupare tempo rispetto a obiettivi e risorse a disposizione; tenere assieme ambiente, lavoro e sviluppo; progettare a medio lungo termine; programmare gli investimenti sulla base dei fondi. Il tutto cercando di eliminare le disuguaglianze”

Infine, Alessandro Rampiconi della Fiom Cgil Terni  ha commentato la politica industriale, osservando che è stata lasciata al mercato e manca un piano concreto per la siderurgia. Ha sottolineato: “L’Accordo di programma   serve alla fabbrica ma alla città tutta e anche alle altre industrie del territorio”.

Le altre due sessioni

Più tecnico il secondo tavolo, incentrato sull’energia e chiuso da Michele Fioroni, assessore allo sviluppo economico della regione dell’Umbria. Sono intervenuti oltre alla segretaria regionale della Cgil Maria Rita Paggio anche numerosi esperti del settore, delineando le sfide del futuro in chiave transizione ecologica

Lavoro e sviluppo sostenibile

Tavolo conclusivo dedicato allo sviluppo sostenibile associato al mondo del lavoro, con presenze importanti. Detto già di De Palma, presenti anche il segretario confederale Pino Gesmundo e quello della Filctem Marco Falcinelli.

De Palma stuzzica: “È possibile procedere per Accordi di programma quando manca una politica industriale di filiera verticale? Occorre forse rivedere gli strumenti”.

Ma anche dagli altri due leader non mancano gli spunti. Durissimo Gesmundo: “L’Italia arriva a fine anno con una manovra che ha creato grande disagio nel Paese. Il Governo non mette in campo scelte che possano far bene al Paese: investimenti, politiche industriali e creare condizioni per valorizzare le potenzialità del Paese. Invece si parla di autonomia differenziata e presidenzialismo, mentre 4 milioni di italiani che lavorano sono comunque in povertà”

Falcinelli attacca: “A che punto siamo sulla messa a terra dei progetti del Pnrr? Vorremmo saperlo anche noi, perché il Governo non ce lo dice, non ci informa sullo stato di avanzamento, nonostante un decreto dice che su questo dovrebbe esserci un confronto. Manca una politica industriale che possa dare una visione complessiva su dove indirizzare le risorse. Le indicazioni del Pnrr sono chiare. Ma non viene spiegato su cosa bisognerebbe fare per gestire la fase di transizione e di cambiamento”.

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