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Sviluppo sostenibile, Umbria sempre più povera. Terni bene nell’economia circolare

Lo dice il Rapporto dell’Asvis (Alleanza per lo sviluppo sostenibile) presentato a Roma: in generale dati negativi negli ultimi 12 anni

Umbria in chiaroscuro dal punto di vista dello sviluppo sostenibile. Lo dice il Rapporto dell’Asvis (Alleanza per lo sviluppo sostenibile), secondo il quale la regione tra il 2010 e il 2022, mostra miglioramenti per agricoltura e alimentazione; salute; istruzione; parità di genere; lavoro e crescita economica; imprese, infrastrutture e innovazione; economia circolare. Peggiorano povertà, acqua, vita sulla terra e istituzioni.

I dati generali del rapporto

Il rapporto, presentato a Roma presso la sede del Cnel mostra il posizionamento, l’andamento nel tempo e la distanza di Regioni e Province autonome, Città metropolitane e Province rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sulla base di circa 100 indicatori statistici e affronta temi di grande rilievo e attualità per le politiche territoriali, tra cui: decarbonizzazione dei trasporti, dissesto idrogeologico e altri rischi, rigenerazione urbana, qualità dell’aria, infrastrutture, politiche abitative. Inoltre,  il Rapporto analizza lo sviluppo dei territori italiani alla luce dei piani e degli investimenti già approvati e in cantiere, come il Pnrr,  i Fondi di coesione, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, l’impegno delle 100 città europee per raggiungere la neutralità climatica nel 2030.

La situazione nei vari obiettivi in Umbria

Sul fronte dell’agricoltura e l’alimentazione,  aumenta la superficie per coltivazioni biologiche (+7,8 punti percentuali tra il 2010 e il 2021), mentre si riduce il valore aggiunto per unità di lavoro in agricoltura (-22 percento); per la salute  aumenta il numero di medici, infermieri e ostetrici (+18,1 percento), ma aumenta anche la mortalità infantile (da 2,4 a 3,2 morti per 1.000 nati). Sul fronte dell’istruzione cresce la partecipazione degli alunni con disabilità nelle scuole secondaria e cresce anche la formazione continua. Bene anche l’aumento aumentano le donne elette nei Consigli regionali (pari al 22 punti percentuali tra il 2012 e il 2022).

Meno morti sul lavoro (-45,8 percento tra il 2010 e il 2021), ma aumenta il part time involontario (+2 punti percentuali); mentre per imprese, infrastrutture ed innovazione, cresce la banda larga e con essa anche la percentuale di innovazione. L’economia circolare vede aumentare aumenta la quota di raccolta differenziata dei rifiuti urbani (+35 punti percentuali), e si riduce la produzione di rifiuti (-78,7 kg pro-capite). Cresce la povertà, sia a livello assoluto nel centro (7,5 percento) che quella relativa (10 percento)

Per l’acqua pulita e i servizi igienico sanitari a pesare in negativo è la riduzione dell’efficienza idrica (-10,6 punti percentuali tra il 2012 e il 2020), oltre che l’aumento delle famiglie insoddisfatte per la; discontinuità nell’erogazione dell’acqua (+0,9 punti percentuali);  per la vita sulla terra aumenta l’indice di copertura del suolo (+2,5 punti tra il 2012 e il 2022);per le istituzioni  aumentano le truffe e frodi informatiche (da 1,1 a 5,6 ogni 1.0000 abitanti dal 2010 al 2021) e si riduce la partecipazione sociale (-5,2 punti percentuali tra il 2013 e il 2022).

La situazione nelle province

A Perugia nei vari obiettivi, valori superiori alla media nazionale per salute, istruzione e parità di genere. In tutti gli altri è in linea con il dato medio nazionale.

Terni invece ha valori inferiori alla media nazionale per acqua, energia, imprese, infrastrutture e innovazione e disuguaglianze. Presenta invece dati superiori alla media nazionale per salute, istruzione ed economia circolare.

 

Differenze con la media nazionale

Gli obiettivi quantitativi per i quali gli andamenti della Regione si differenziano dall’andamento nazionale nell’avvicinarsi agli obiettivi stessi nel breve periodo sono in senso positivo riduzione del gender gap; riduzione delle disuguaglianze di reddito, riduzione dell’utilizzo di fertilizzanti in agricoltura non biologica; aumento del tasso di occupazione. In negativo invece  l’azione di azzeramento il sovraffollamento negli istituti di pena

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