La storia di Franca, una donna di Terni, è un esempio amaro di come a volte la giustizia possa essere impotente di fronte a situazioni complesse. Nonostante abbia ottenuto due sentenze a suo favore, Franca non ha potuto recuperare la villa di famiglia venduta all’asta. La racconta il quotidiano Il Messaggero Umbria
La vicenda ha inizio più di dieci anni fa, quando una banca iniziò una procedura di espropriazione immobiliare contro Franca, basata su un mutuo fondiario rilasciato in forma esecutiva. Nonostante mancassero nel fascicolo dell’esecuzione le prove della cessione del titolo da una banca all’altra e della rinegoziazione del mutuo, l’esecuzione è proseguita.
La villa, valutata oltre 600mila euro, è stata venduta all’asta nel marzo 2018 per poco più di 200mila euro, mentre Franca e sua madre, novantenne, sono state costrette a trasferirsi in un appartamento in affitto.
L’avvocato Marco Tudisco, che ha assistito Franca nell’iter giudiziario iniziato nel 2012, ha commentato: “I danni subiti dalla donna e da sua madre che viveva nella casa familiare non sono quantificabili nella loro grandezza. Auspico che si possa trovare con gli istituti di credito una conciliazione che tenga conto delle legittime pretese risarcitorie delle due donne, per evitare che siano costrette a proporre una nuova causa da milioni di euro”.
Anche dopo l’appello della banca contro la sentenza di primo grado e il successivo provvedimento a favore di Franca, la situazione rimane invariata. La casa, ormai venduta all’asta, rimane irrecuperabile, lasciando Franca e sua madre con un’enorme amarezza.
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