Il bilancio imprenditoriale dell’anno appena concluso, secondo un comunicato rilasciato dalla Camera di commercio dell’Umbria, evidenzia un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: per la prima volta dal 2009, il numero di aziende che hanno cessato l’attività ha superato quello delle nuove iscrizioni. Questo cambiamento segna una diminuzione netta di 139 aziende, derivante da una riduzione nelle nuove registrazioni.
La contrazione delle imprese in Umbria si attesta allo 0,15% in confronto all’anno precedente, posizionandosi come il secondo peggior risultato in Italia, superato solo dal Molise con un calo dello 0,55%. Altri territori con un saldo negativo, seppur marginale, includono le Marche e la Liguria, mentre le restanti regioni italiane mostrano un saldo positivo.
Un’analisi più dettagliata rivela che la flessione delle imprese umbre è stata influenzata maggiormente da un significativo aumento delle cessazioni piuttosto che da un calo nelle iscrizioni. La provincia di Terni ha mostrato un saldo positivo di 35 imprese, grazie a una riduzione minore sia nelle iscrizioni che nelle cessazioni.
Dall’inizio del 2009 al 2023, la provincia di Terni ha visto 20.138 iscrizioni e 17.137 cessazioni, risultando in un saldo positivo di 3.001 imprese.
La Camera di commercio evidenzia inoltre che oltre il 70% delle nuove imprese a livello nazionale si concentra in tre settori principali: costruzioni, turismo e servizi professionali. Al contrario, i settori tradizionali come il commercio, l’agricoltura e la manifattura hanno segnalato una diminuzione nel numero di imprese. In particolare, il commercio al dettaglio e l’agricoltura hanno subito le perdite più rilevanti.
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