M5S: “Terni inferno dei metalli pesanti: nel 2023 l’anno peggiore con valori di nichel tra i più alti di sempre. Arsenico, piombo e cromo i più alti dell’Umbria”

Un'analisi approfondita rivela l'aggravarsi della situazione nel 2023, sollevando preoccupazioni per salute e ambiente.

Terni si posiziona nuovamente al centro delle preoccupazioni per la presenza di metalli pesanti. L’anno 2023 ha segnato un periodo di grave allarme, con le misurazioni effettuate dalla stazione di Prisciano che hanno evidenziato una media annuale di 32.5 nanogrammi per metro cubo (ng/m3), superando di oltre il 50% il limite massimo stabilito dal Decreto Legislativo 155/2010, fissato a 20 ng/m3.

Questo rappresenta l’ottava occorrenza in nove anni in cui tale stazione ha rilevato valori superiori alla norma, ma l’anno in questione ha mostrato una situazione di particolare criticità. In particolare, i livelli di nichel hanno visto un incremento del 25% rispetto all’anno precedente, toccando cifre che non si vedevano dal 2015, quando la media annuale raggiunse i 36,12 ng/m3. Gennaio, febbraio e dicembre del 2023 hanno registrato concentrazioni eccezionalmente elevate, superiori ai 70 ng/m3, tra le più alte mai misurate.

La questione riguarda non solo il nichel ma estende la sua gravità ad altri metalli pesanti quali arsenico, cadmio e piombo. Benché questi ultimi rientrino nei limiti legali, le stazioni di monitoraggio di Terni hanno segnalato i valori più elevati riscontrati in Umbria. Per il cromo, un metallo per cui non sono definiti valori limite specifici dalla normativa, Terni ha evidenziato livelli notevolmente superiori, con la stazione di Prisciano che ha rilevato una media di 71,7 ng/m3, decisamente al di sopra delle misurazioni di altre città come Gubbio, Spoleto e Perugia. Anche per quanto concerne le particelle PM10, i dati rilevati hanno mostrato superamenti: la stazione di Maratta ha ecceduto i limiti legali per ben 41 volte, mentre Borgo Rivo e Le Grazie, seppur entro i limiti, hanno evidenziato valori vicini al limite di 35 superamenti.

La problematica persiste e, in alcuni aspetti, si aggrava rispetto agli anni precedenti, continuando a rappresentare una sfida annuale senza che si osservino miglioramenti tangibili per i residenti. La popolazione di Terni, in particolare in alcune zone, rimane esposta a un bioaccumulo di metalli pesanti con conseguenze preoccupanti per la salute. La gravità della situazione a dicembre non sorprende, considerato che l’unico intervento attuato dall’amministrazione comunale per ridurre i livelli di inquinamento è stato l’emissione di un’ordinanza contro l’uso di stufe e caminetti, una misura evidentemente insufficiente a fronteggiare l’entità del problema.

 

Redazione

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