Stava tornando a casa in treno da Roma, dopo una visita alla fidanzata fuori regione. Tuttavia, il suo rientro si è trasformato in un’inaspettata deviazione verso le aule della giustizia. Il giovane viaggiatore, uno studente ternano di 20 anni, non ha potuto eludere l’attenzione della polizia Ferroviaria, presente sul convoglio per routine controlli. La sua inquietudine alla vista degli agenti ha destato sospetti che si sono concretizzati al momento della sua discesa a Terni.
Nel corso del controllo, le forze dell’ordine hanno scoperto che il ragazzo trasportava sostanze stupefacenti: 21 grammi di ketamina, 3,4 di anfetamine e 1,1 di hashish. Una scoperta che ha portato al suo immediato arresto in flagranza di reato per detenzione di droga a fini di spaccio, un’accusa non lieve, considerando la quantità di ketamina rinvenuta, sufficiente a produrre numerose dosi. Nè dà notizia UmbriaOn.
Durante l’udienza di convalida, davanti al giudice Simona Tordelli, si è aperto un capitolo umano toccante. Il giovane ha manifestato sincero pentimento. La sua espressione non nascondeva solo il rammarico per l’atto compiuto, ma rivelava anche la ferma volontà di distaccarsi da un percorso che rischiava di precludergli un futuro libero da vincoli e condanne.
Nonostante la gravità del reato, la Procura aveva suggerito gli arresti domiciliari, il giudice ha deciso di non applicare misure cautelari, convalidando tuttavia l’operato della polizia Ferroviaria. L’udienza di merito, prevista per il prossimo 5 giugno, sarà l’occasione per valutare i passi compiuti verso un pentimento.
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