Crescono reati mafiosi e riciclaggio in Umbria: intesa fra Procure e Questure contro la criminalità organizzata

Siglata un'intesa fra Perugia, Terni e Spoleto per il contrasto all'impennata dei delitti di origine mafiosa. Le misure introdotte prevedono l'adozione di strumenti organizzativi condivisi e il coordinamento preventivo tra le autorità

Questa mattina, l’Aula Goretti della Corte di Appello di Perugia è stata teatro della firma di un importante accordo di collaborazione destinato a potenziare la lotta alla criminalità organizzata. Il nuovo protocollo  mira a intensificare le azioni di prevenzione e repressione del fenomeno mafioso nel distretto.

Gli attori principali dell’accordo includono il Procuratore Generale Sergio Sottani, i Procuratori della Repubblica di Perugia, Terni e Spoleto — Raffaele Cantone, Alberto Liguori e Claudio Cicchella — nonché i Questori delle province di Perugia e Terni, Fausto Lamparelli e Bruno Failla. Il protocollo, articolato in cinque articoli, si propone di prevenire l’espansione e il radicamento delle attività mafiose attraverso un innalzato livello di collaborazione.

Le misure introdotte prevedono l’adozione di strumenti organizzativi condivisi e il coordinamento preventivo tra le autorità, evitando sovrapposizioni e possibili interferenze nelle indagini in corso. È fondamentale l’intensificazione dello scambio di informazioni e il collegamento degli sviluppi investigativi, con la possibilità di proporre azioni congiunte laddove più territori siano coinvolti.

Uno degli aspetti salienti del documento è il riferimento all’utilizzo della banca dati del sistema informativo della Direzione Nazionale Antimafia e delle Direzioni Distrettuali Antimafia, che rappresentano strumenti cruciali per le indagini. Inoltre, la collaborazione potrà estendersi al Servizio Centrale Anticrimine e alle forze di polizia giudiziaria, tra cui Carabinieri e Guardia di Finanza.

Il Procuratore Generale, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha evidenziato un incremento dei delitti legati alla mafia del 66,67% e dei reati di riciclaggio del 44,83% nel territorio umbro, segnali di una criminalità che, sebbene non sempre visibile, è insidiosamente presente.

Redazione

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