Ieri, presso la sede regionale di Coldiretti a Perugia, sono stati presentati dieci punti fondamentali del manifesto sindacale per la prossima legislatura europea. Durante incontri individuali, i candidati alle Elezioni Europee Francesca Peppucci, Mirco Carloni, Marco Squarta e Camilla Laureti hanno discusso con i rappresentanti dell’organizzazione agricola umbra, alla presenza dei soci.
“L’Europa che vogliamo come agricoltori umbri è molto diversa da quella attuale,” ha dichiarato il Presidente regionale Coldiretti, Albano Agabiti. Ha spiegato che le recenti mobilitazioni a Bruxelles e al Brennero hanno ottenuto i primi risultati, come la revisione della PAC e la moratoria dei debiti, ma che “tanto ancora resta da fare.”
Tra le principali richieste, Agabiti ha sottolineato la necessità di incrementare i fondi della Politica Agricola Comune (PAC) per garantire cibo sano e sicuro a tutti i cittadini europei e favorire il ricambio generazionale. Coldiretti chiede anche lo stop alla concorrenza sleale introducendo il principio di reciprocità, affinché tutti i prodotti che entrano nell’Unione Europea rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e di lavoro previsti per il mercato interno. Inoltre, propongono l’etichettatura d’origine obbligatoria su tutti gli alimenti e l’abolizione della regola del codice doganale sull’ultima trasformazione.
Un altro punto critico è l’opposizione al nutriscore e al cibo artificiale prodotto in laboratorio. “Seguiamo l’esempio dell’Italia che ha approvato una legge che ne vieta la produzione e commercializzazione,” ha detto Agabiti, sottolineando l’importanza di rafforzare le azioni contro le pratiche sleali e incentivare gli accordi di filiera.
Il Direttore Coldiretti Umbria, Mario Rossi, ha ribadito la necessità di semplificare e alleggerire gli oneri burocratici che costano tempo e denaro alle imprese. Ha anche sottolineato l’importanza di aumentare le risorse e gli strumenti per accompagnare la gestione del rischio nelle campagne, dove sostenibilità e cambiamenti climatici sono sfide prioritarie.
Rossi ha enfatizzato l’importanza di investire in ricerca e formazione e promuovere l’innovazione e la digitalizzazione. “L’Europa che vogliamo,” ha aggiunto, “è un’Europa che riconosca e sostenga il ruolo degli agricoltori come custodi degli ecosistemi e della biodiversità.” Gli agricoltori devono essere riconosciuti come attori principali dello sviluppo economico e sociale, produttori indispensabili di cibo, sentinelle dell’ambiente e delle tradizioni enogastronomiche, portatori di salute e benessere e protagonisti anche in chiave turistica.
Coldiretti ha anche invitato i candidati a sottoscrivere una petizione popolare europea per chiedere al prossimo Parlamento di estendere l’etichetta di origine su tutti i prodotti alimentari. “Un obiettivo a cui servono 1 milione di firme,” ha concluso Rossi, “per un tema che, grazie a Coldiretti, è già entrato nell’agenda della Commissione UE.”
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