Consulta giovanile, volano già gli stracci: “Non diventi ostaggio della politica”

La sinistra: "Numero legale saltato per colpa di Fdi e Ap". I meloniani: "Paura di non conquistare tutte le cariche". I bandecchiani: "Senza collaborazione non si va avanti".

Finisce in uno scontro politico a colpi di comunicati la prima – mancata – seduta della consulta giovanile a Terni, fresca di ricostituzione da parte dell’assessore Schenardi. Mancata perché l’insediamento e quindi l’elezione degli organi di rappresentanza, è saltato poiché non c’era il numero legale. Presenti solo le organizzazionidi sinistra (Giovani Democratici di Terni, Sinistra Universitaria, UdU Unione degli Studenti Terni; Il Pettirosso Terni – Terni Soldout Jonas Club) che con una nota hanno voluto stigmatizzare l’accaduto.

“Invece di portare una ventata d’aria fresca – scrivono- mostrando un modo nuovo di partecipare alla politica cittadina, si è deciso di mandare a monte una seduta, delegittimando uno spazio di dibattito plurale, impedendo alla consulta di iniziare a lavorare a pieno regime e cadendo così nei vizi di quella politica che tanto e spesso critichiamo per metodo e sostanza”.  Le associazioni sottolineano come la seduta sia stata più volte rinviata e poi calendarizzata “molti membri dell’assemblea” che però poi “in seduta è stato richiesto, pubblicamente, chi avesse avanzato tale richiesta”. Gli studenti di sinistra parlano di una volontà di affossare l’organismo appena nato e richiamano all’assunzione di responsabilità. Fanno poi appello al presidente Trequattrini “al fine di richiamare ciascuno ai propri impegni e garantire la partecipazione e il funzionamento della consulta”.

A stretto giro arriva la replica dei Giovani di Fratelli d’Italia che parlano di “processo alle intenzioni” e respingono l’idea di un’alleanza con Alternativa Popolare per far saltare la Consulta “le cui modalità la sinistra solo un anno fa criticava”. E aggiungono: “Non abbiamo mai pensato di trattare con Ap, i cui rapporti con noi sono ben noti: non vi è stata alcuna linea partitica a spingerci a non partecipare alla Consulta. A causa della data scelta non abbiamo avuto modo di poter presenziare”.

E rilanciano sulla necessità di un organismo indipendente dai vincoli dei partiti: “Il comunicato – dicono – ci fa pensare che dall’altra parte si stia cominciando ad avvertire la tensione di non avere numeri che garantiscano la solita egemonia della sinistra e che possano permettere di avere garantite tutte le cariche e le posizioni per poter condannare qualsiasi tentativo di critica costruttiva da parte di chi non la pensa come loro”.

Inevitabile anche la risposta dei Giovani di Ap a firma del coordinatore Cristiano Rulli, che ricorda come “le adesioni erano aperte a tutti i giovani del territorio e non ai singoli partiti”.

“Noi giovani di Alternativa Popolare siamo nuovi nel panorama politico locale e ci siamo sempre posti in modo schiettamente collaborativo con gli altri movimenti giovanili, proprio perché animati da una politica del fare che mette al primo posto i bisogni dei giovani tuttavia ci ritroviamo, nostro malgrado, a dover operare in uno scenario ostico e per nulla collaborativo”, sottolineano

E ricordando come alla costituzione formale del 7 Maggio “quasi nessuno ha dichiarato di appartenere a movimenti politici”, si dicono stupiti ora di dover rispondere “a sigle partitiche” e rilanciano sulla necessità di non politicizzare l’organismo

Redazione

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