L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha recentemente aggiornato l’indice composito di fragilità (IFC) dei comuni italiani. I risultati mostrano che un terzo dei piccoli borghi umbri, precisamente 31, presenta criticità significative, con punteggi IFC che variano da 6 (criticità moderata) a 10 (criticità massima).
L’Indice di Fragilità Comunale (IFC) è un composito che misura l’esposizione dei territori comunali ai rischi di origine naturale e antropica e a condizioni di criticità connesse con le principali caratteristiche demo-sociali della popolazione e del sistema economico-produttivo. L’indice è la combinazione di 12 indicatori elementari che descrivono le principali dimensioni (territoriali, ambientali e socio-economiche) della fragilità dei Comuni.
Le due principali città umbre, Perugia e Terni, insieme ai centri maggiori come Foligno, Città di Castello, Spoleto, Gubbio, Orvieto, Assisi e Narni, hanno ottenuto buoni risultati. Uno degli aspetti più critici per i 92 comuni umbri è l’indice di dipendenza della popolazione aggiustato, che mette in relazione la popolazione giovane (0-19 anni) e anziana (over 65) con quella in età lavorativa (20-64 anni).
La situazione è difficile in 31 centri. In provincia di Terni sono 18 i comuni con IFC molto alto: Alviano (7) e Montegabbione (8), quelli messi peggio. In assoluto il peggiore è Poggiodomo, l’unico comune con un IFC di 10, indicatore di massima criticità. Altri 30 piccoli centri, tra cui Montefalco (IFC 6) e Nocera Umbra (IFC 8), sono stati segnalati per criticità moderate e alte.Nel perugino i peggiori sono Cerreto di Spoleto (IFC 7) e Monte Santa Maria Tiberina (IFC 9),
Buona salute per i centri maggiori
Perugia e Terni hanno ottenuto un IFC di 1, indicatore di minima fragilità. Tuttavia, anche queste città mostrano debolezze in alcuni indicatori: Perugia soffre per il consumo del suolo (IFC 8) e il rischio frane (IFC 7), mentre Terni registra criticità demografiche e di consumo del suolo (entrambe con IFC 8).
I maggiori centri umbri, come Assisi, Corciano e Orvieto, sono stati classificati con un IFC di 1, mentre Foligno, Città di Castello, Gubbio e Bastia Umbra hanno ottenuto un IFC di 2. Narni e Todi hanno un IFC di 3, mentre Spoleto è leggermente più fragile con un IFC di 4.
Gli altri indicatori
Sul fronte del consumo del suolo, situazione più difficile nel ternano a Orvieto e Narni; IFC 9 come Spoleto e Todi, segue Terni con 8. Il peggiore in Umbria è Bastia con 10, Perugia è a 8.
Bastia Umbra è segnalata con un IFC di 10 per il consumo del suolo, mentre Corciano, Perugia e Terni hanno un IFC di 8. L’indice di popolazione aggiustato risulta particolarmente critico a Spoleto, Todi, Orvieto e Narni, tutti con un IFC di 9.
L’accesso ai servizi essenziali è ridotto in molti borghi umbri e in comuni rilevanti come Città di Castello e Gubbio, tutti con un IFC di 8. Invece, Foligno, Spoleto e Orvieto mostrano una criticità minima con un IFC di 1.
Il tasso di occupazione è critico nei piccoli comuni come Alviano e Monteleone di Spoleto, con IFC tra 7 e 8. Perugia ha un IFC di 4, Terni e Narni 6, mentre Foligno, Spoleto, Assisi, Gubbio e Orvieto hanno un IFC di 5.
Il tasso di motorizzazione è critico in quasi tutti i comuni umbri. Solo Perugia, Terni e Assisi registrano un IFC di 5, mentre Corciano e Bastia Umbra hanno un IFC di 4.
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