Il degrado infinito dell’ex centrale di Papigno: ora perde anche acqua dai tubi

La foto che sta diffondendo il consigliere Pd Francesco Filipponi, ricevuta da un residente mostra la situazione in cui versa l'ex centrale idroelettrica 'Pennarossa' è il simbolo dello spreco di risorse.

Dadestinato a diventare un polo cinematografico, l’ex centrale di Papigno ora vede sgorgare acqua dalle sue tubature. Dal film di Benigni La Vita è bella all’abbandono più totale, dovuto anche al fatto che da quando l’attore toscano mollò lo stabilimento, nessuno l’ha più preso in carico per rilanciarlo.

La foto che sta diffondendo il consigliere Pd Francesco Filipponi, ricevuta da un residente mostra la situazione in cui versa l’ex centrale idroelettrica ‘Pennarossa’ oggi si trova a fare i conti con perdite d’acqua e degrado. Le ambizioni cinematografiche sono rimaste tali, mentre le strutture dell’ex centrale idroelettrica languono in uno stato di abbandono.

Non è la Cascata delle Marmore a riempire l’ex centrale, ma le tubature che perdono, contribuendo all’ulteriore deterioramento di questa testimonianza di archeologia industriale. In passato, varie proposte di riqualificazione sono state avanzate, ma nessuna ha mai preso il via. Da quarant’anni, il sito langue ed è l’esempio più concreto di spreco di una potenziale risorsa economica. Nessuna amministrazione, di nessun colore politico, è mai andata fino in fondo col rilancio dell’area e adesso la situazione è questa.

Filipponi ha inoltrato una segnalazione lla direzione Patrimonio, dal momento che si tratta di una proprietà comunale e alla polizia locale, preannunciando una interrogazione per il consiglio comunale del 5 agosto.

Gli Umbria Studios sono stati fortemente voluti da Roberto Benigni e dalla moglie Nicoletta Braschi. Ma poi, dopo il film premio Oscar, li si è fatto poco o null’altro.L’idea dei due attori era di fare di quest’area di 90 metri quadati un nuovo polo cinematografico nazionale. Operazione fallita, con in più un debito di cinque milioni di euro, di cui si fece carico nel 2005 Cinecittà Studios, la società che, appunto, gestiva gli Umbria Studios.

Seguirono vari passaggi di proprieà, fino a quando, ad inizio anni 2000, la struttura è diventata comunale. Ed è a questo punto che è iniziato l’inesorabile declino. Giorno dopo giorno, la quantità d’acqua che fuoriesce dalle tubature aumenta, aggravando il degrado dell’ex centrale, alcuni anni fa devastata anche dai vandali. Questo sito, che avrebbe potuto essere un simbolo di rinascita culturale e industriale per Terni, rischia di diventare un monumento all’incuria e all’inefficienza. O forse, lo è già diventato.

Redazione

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