L’ex assessore al bilancio del Comune di Terni della giunta Di Girolamo Vittorio Piacenti D’Ubaldi, ha ottenuto un risarcimento per l’ingiusta detenzione subita nell’ambito dell’inchiesta Spada. Dopo 22 giorni ai domiciliari, i giudici hanno riconosciuto l’errore, portando alla sua assoluzione con formula piena nel giugno 2022.
La corte d’appello di Perugia ha condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze a risarcire Piacenti D’Ubaldi con 7.700 euro, oltre agli interessi legali e alle spese di lite. Il ricorso è stato presentato dall’avvocato Giampaolo Colosimo, lo stesso che ha rappresentato anche il commercialista riminese Roberto Camporesi, anch’egli risarcito per ingiusta detenzione.
L’inchiesta Spada bis iniziò il 21 dicembre 2017, con un blitz della polizia negli uffici comunali e delle partecipate Terni Reti e azienda Farmaceutica. Questo portò agli arresti domiciliari di Piacenti D’Ubaldi, dell’ex amministratore di Terni Reti e del commercialista di Rimini, tutti accusati di consulenze seriali senza gara. Condannati in primo grado, furono poi assolti in appello. Sette mesi prima, l’inchiesta Spada uno aveva portato agli arresti domiciliari l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’ex assessore Stefano Bucari, poi assolti insieme ad altri ex amministratori.
Dopo aver ottenuto il risarcimento, Piacenti D’Ubaldi ha commentato la sentenza: “La sentenza chiude definitivamente una vicenda giudiziaria che mi ha visto coinvolto, confermando la mia estraneità alle accuse. Questo clima infamante, scatenato per ragioni politiche, ha condizionato pesantemente le vicende politico-istituzionali del Comune di Terni, dimenticato troppo presto dalla comunità politica e dagli organi di stampa.”
“Al di là del ristoro economico riconosciuto, la sentenza afferma il principio che misure che limitano le libertà personali vanno disposte sempre con responsabilità e prudenza per mantenere fiducia nella giustizia e sperare di vivere in un Paese civile,” ha aggiunto Piacenti D’Ubaldi.
L’avvocato Attilio Biancifiori, che ha seguito l’ex amministratore nel procedimento penale, ha dichiarato: “L’ordinanza della corte d’appello di Perugia riabilita ancora una volta la figura dell’ex assessore e rende giustizia a un galantuomo.”
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