Altro che transizione digitale: Terni peggior provincia d’Italia per competenze nel settore

Terni all'ultimo posto per competenze digitali avanzate: un quadro nerissimo per il lavoro che si evolve, che rischia di allargare il divario col resto d'Italia. Umbria terza fra le regioni con skill mismatch

La transizione digitale delle imprese italiane rischia di subire un rallentamento significativo a causa della crescente difficoltà nel reperire personale qualificato. Confartigianato ha lanciato l’allarme, sottolineando come la domanda di lavoratori con competenze digitali avanzate sia in aumento, ma l’offerta non riesca a soddisfarla.

Secondo una rilevazione di Confartigianato, le aziende italiane necessitano di 699mila lavoratori con competenze digitali avanzate nel contesto della trasformazione 4.0. Tuttavia, più della metà di questi posti (51,8%) rimane vacante, con 362mila posizioni difficili da coprire. Le competenze richieste includono la gestione di tecnologie come intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics, big data, realtà virtuale e aumentata, e blockchain. L’analisi completa a livello nazionale è sul Corriere dell’Economia

Il problema del “mismatch” tra domanda e offerta è particolarmente acuto in alcune aree del Paese. Terni e l’Umbria emergono come zone particolarmente critiche. La conca in particolare è  “maglia nera” nella classifica delle difficoltà di reperimento di personale qualificato. A Terni, su 1.310 ingressi previsti con elevata richiesta di competenze digitali, 880 sono considerati difficili da reperire, rappresentando il 67,5% del totale. Solo Bolzano (69,2%) e Trieste (68,3%) registrano percentuali peggiori.

A livello regionale, l’Umbria si posiziona al terzo posto tra le regioni italiane con il maggior divario tra domanda e offerta. Su 6.220 entrate previste con elevata professionalità, ben 3.750 sono difficili da reperire, pari al 60,3%. Solo Trentino-Alto Adige (65,8%) e Friuli-Venezia Giulia (62,6%) mostrano percentuali più alte.

La difficoltà nel reperire personale con competenze digitali avanzate rappresenta un ostacolo significativo per la transizione digitale delle imprese italiane. Questa carenza rischia di rallentare l’adozione delle tecnologie 4.0, compromettendo la competitività delle aziende sia a livello nazionale che internazionale. La situazione richiede interventi urgenti, come il potenziamento della formazione professionale e la promozione di percorsi educativi orientati alle nuove tecnologie, per colmare il gap e sostenere la trasformazione digitale del Paese.

Redazione

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