Nuovi scontri al Carcere di Terni, di nuovo sotto i riflettori per violenze nei confronti degli agenti penitenziari. A riferirne è il Sappe, col segretario per l’Umbria Fabrizio Bonino.
Secondo quanto emerge, un detenuto magrebino, trasferito da pochi giorni dal carcere di Spoleto ma proveniente da una precedente detenzione in Toscana, ha aggredito con calci e pugni il poliziotto di Sezione non volendo rientrare in cella per l’orario di chiusura. Il fatto è accaduto alle ore 19 circa di ieri presso la Sezione Lavoranti Media Sicurezza. L’agente ha ha ricevuto le prime cure nella locale infermeria per poi essere inviato al Pronto Soccorso in stato confusionale dove è stato dimesso in tarda serata con prognosi iniziale di sette giorni.
Bonino evidenzia che “non si è sfiorata la tragedia solo grazie all’intervento degli altri detenuti, che sono riusciti a salvare il collega ed a chiudere l’aggressore in cella. E’paradossale che la sicurezza del poliziotto penitenziario in Sezione debba essere “affidata” alla bontà dell’intervento dei detenuti. Ci chiediamo cosa succederebbe se i detenuti che dovessero assistere ad un altro evento critico decidessero di rimanere “impassibili”. Urge più che mai che la politica mantenga fede ai propri impegni chiudendo nell’immediato la “partita” non più procrastinabile relativa al ripristino del Provveditorato regionale per l’Umbria”.
Bonino aveva parlato proprio di recente a Terni Tomorrow, delle enormi difficoltà del sistema penitenziario – sia nazionale che territoriale – e l’ennesima aggressione ad un agente è la prova della situazione che scoppia. Non è un caso che si ripetano da più parti le richieste di intervento. Proprio ieri anche dalle pagine del Corriere dell’Umbria è intervenuto anche Riccardo Laureti della Fns Cisl, del cui intervento vi abbiamo dato conto.
Bonino definisce l’aggressione all’agente “un’offesa alla Nazione, un gesto vile e da censurare in quanto commesso in stato di detenzione all’interno di un carcere mentre si è soggetto ad un opera di risocializzazione”. Il segretario nazionale Donato Capece aggiunge che “ purtroppo per lui, il collega aggredito e ferito appartiene al Corpo di Polizia Penitenziaria e quindi si dovrà “accontentare” della solidarietà e vicinanza del Sappe”. Il riferimento è alle forze politiche che recentemente hanno dato solidarietà per un analogo caso di aggressione ad un milite dell’Arma a Locorotondo, ma a suo dire non lo fanno quando capita con gli agenti di polizia penitenziaria: “Tutto ciò è non solo vero, ma mortificante e testimonia quel che diciamo da anni: oramai delle aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria non interessa a nessuno e questi gravi e inaccettabili episodi criminali sono, per qualcuno, mera statistica”. I cui numeri parlano di 1760 casi di violenza verso i baschi azzurri da parte dei detenuti nel 2023 e di 1700 aggressioni già in questo 2024.
La nota del presidente della Camera
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha risposto con una nota: “La mia vicinanza va – ha sottolineato Fontana – a tutti gli uomini e le donne del Corpo, che operano in contesti di grande complessità e rischio. Li ringraziamo per il servizio e l’impegno che mettono quotidianamente in campo. Purtroppo queste violenze non sono un caso isolato”.
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