Situazione piano sangue a Terni: l’ex primario Scaccetti esprime preoccupazione

Augusto Scaccetti, ex primario del Sit di Terni, critica le recenti decisioni sul piano sangue regionale, evidenziando l’importanza di equità tra i centri di Terni e Perugia.

L’ex primario del Servizio Immunotrasfusionale (Sit) di Terni, Augusto Scaccetti, ha recentemente espresso la sua preoccupazione riguardo alla situazione del piano sangue nella regione Umbria. In particolare, Scaccetti critica la scelta di privilegiare la sede di Perugia per la creazione del nuovo laboratorio regionale di tipizzazione molecolare dei gruppi sanguigni, una decisione che, secondo lui, sbilancia l’equilibrio tra i due centri umbri, ovvero Terni e Perugia.

Secondo quanto dichiarato da Scaccetti, il Sit di Terni si occupa dal 2002 del test NAT, un esame molecolare per la validazione del sangue donato, che ha coinvolto un gruppo specializzato di sanitari. Tuttavia, nonostante questa competenza acquisita, la proposta avanzata dall’Azienda Ospedaliera di Terni nel maggio 2023, volta a realizzare nella città una “officina trasfusionale regionale”, non è stata presa in considerazione dalla Regione Umbria. Questa struttura avrebbe dovuto gestire tutte le sacche di sangue raccolte nel territorio regionale per la loro lavorazione e validazione, sfruttando le risorse e il personale già presenti.

Scaccetti ricorda che già nel 2001/02 si era verificata una situazione simile, quando il test NAT fu introdotto nella regione. In quell’occasione, il dr. Palazzesi, allora direttore del Sit di Terni, si oppose alla proposta di eseguire esclusivamente a Terni il test, per non creare squilibri tra i due centri regionali. Tuttavia, secondo l’ex primario, la decisione attuale di realizzare a Perugia sia l’officina trasfusionale che il laboratorio di tipizzazione crea un netto sbilanciamento a favore del capoluogo umbro, ignorando le competenze e le risorse già presenti a Terni.

Una delle principali preoccupazioni di Scaccetti riguarda l’impiego del personale. Saranno infatti necessarie tra 15 e 20 unità per gestire le nuove attività, e sarebbe più logico suddividere tali risorse tra Terni e Perugia, considerando che entrambi i centri hanno già personale qualificato. In questo contesto, il Sit di Terni ha dimostrato grande professionalità nel corso degli anni, sia nell’esecuzione dei tamponi molecolari durante la pandemia da Covid-19, sia nel trattamento dei test per il West Nile Virus, inviati da tutta la regione a Terni.

Scaccetti, ora in quiescenza e non più parte del comitato CRS, ha sottolineato che l’equa distribuzione delle risorse e delle competenze tra Terni e Perugia sarebbe fondamentale per garantire una gestione bilanciata della sanità regionale. Utilizzare il personale di Terni, che attualmente si occupa della validazione e del frazionamento del sangue, per il nuovo laboratorio di tipizzazione dei gruppi sanguigni, sarebbe la soluzione più logica e giusta. La mancata considerazione di questa proposta rischia di penalizzare un team che ha sempre lavorato con dedizione per il bene della sanità pubblica ternana e regionale.

Infine, l’ex primario ha inviato una nota alla direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni e alla stampa, esprimendo il suo disappunto per la gestione della questione e ribadendo che il lavoro svolto presso l’ospedale ternano è stato sempre orientato all’interesse della collettività e al rispetto delle professionalità coinvolte.

 

Redazione

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