Case popolari, i sindacati sul piede di guerra: “Dopo 9 mesi commissione alloggi ancora ferma”

Conferenza stampa delle sigle degli inquilini: "In attesa anche famiglie in condizioni di fragilità, necessario sbloccare la situazione visto che esiste una graduatoria definitiva"

I sindacati degli inquilini della provincia di Terni tornano a sollecitare l’assegnazione degli alloggi popolari, a distanza di quasi un anno dalla chiusura del bando. Con oltre 600 domande presentate e ottanta alloggi disponibili, la situazione si è bloccata, creando notevoli difficoltà per molte famiglie.

A fine dicembre 2023 si è chiuso il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari a Terni. Tuttavia, nonostante il trascorrere di nove mesi, la commissione per l’assegnazione degli alloggi non si è ancora riunita per finalizzare le graduatorie e procedere alla distribuzione degli appartamenti. I numeri parlano di 600 domande ricevute, a fronte di 80 alloggi disponibili in una prima fase.

Le preoccupazioni sono state espresse nell’ambito di una conferenza stampa presso la sede Cgil di via San Procolo, dai tre sindacati confederali rappresentati dai rispettivi segretari Matteo Lattanzi (Sunia Cgil), Gino Bernardini (Sicet Cisl) e Jacopo De Santis (Uniat Uil) hanno illustrato lo stato attuale, sottolineando l’urgenza di intervenire per risolvere la situazione. A rendere più evidente la situazione la presenza in conferenza stampa anche di alcuni degli assegnatari tuttora in attesa: “Il nostro messaggio è chiaro: il diritto alla casa è un diritto fondamentale e non può più aspettare”, sottolineano i sindacati

Matteo Lattanzi, spiega che “il processo burocratico che ha seguito la chiusura del bando ha compiuto alcuni passaggi fondamentali, come la raccolta delle domande e l’eliminazione di quelle prive dei requisiti. Tuttavia, nonostante l’esistenza di una graduatoria definitiva, manca ancora la convocazione della commissione che dovrebbe completare l’assegnazione degli alloggi. Siamo nell’ultima fase, ma sono trascorsi nove mesi dalla chiusura del bando e molte famiglie, anche con situazioni delicate, sono ancora in attesa”,

Anche Gino Bernardini ha fatto eco alle preoccupazioni di Lattanzi, evidenziando il problema del lungo blocco procedurale: “Da dicembre si è svolta una sola riunione della commissione e, ad oggi, non abbiamo nemmeno la certezza che la graduatoria attuale sia corretta”. Bernardini ha poi sottolineato l’importanza di snellire le pratiche e accelerare i tempi, visto il lungo ritardo accumulato, che rischia di creare ulteriori disagi a chi ha necessità di un alloggio.

Il quadro è ovviamente molto complesso considerando che fra le famiglie in attesa ce ne sono diverse in condizioni di grande vultnerabilità: situazioni critiche che con una casa assegnata potrebbero trovare un po’ di serenità. L’incertezza  sui tempi di assegnazione aggrava ulteriormente il loro stato.

Redazione

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