Alla fine mancheranno soltanto i classici Tarallucci col vino. Ma non è detto che non spuntino fuori. Si concluderà probabilmente con una lettera di scuse di Stefano Bandecchi all’ormai ex assessore regionale alla sanità – formalmente in carica per gli affari correnti in attesa della nuova giunta- Luca Coletto il processo per diffamazione intentato da quest’ultimo verso il sindaco di Terni. A questa seguirà il ritiro della Querela da parte del leghista.
La vicenda si riferisce al 2022 (notificata però il febbraio scorso al sindaco dalla Procura) scorso quando Bandecchi, sempre in relazione alla vicenda stadio-clinica, disse di Coletto che era “uno che non ha mai lavorato in vita sua” . Era il periodo dei nervi tesissimi fra Regione e Comune, con la prima che teneva ancora bloccato il progetto in forza del parere negativo della conferenza dei servizi e il primo cittadino, allora ancora soltanto aspirante tale e presidente della Ternana, durante la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura si lasciò andare ad una delle sue solite esternazioni a gamba tesa. Coletto rispose querelando il sindaco, ma da allora le cose sono cambiate soprattutto politicamente.
La prima udienza del procedimento, avviato dopo una citazione diretta a giudizio da parte della procura della Repubblica di Terni, si è tenuta nei giorni scorsi di fronte al tribunale in composizione monocratica, presieduto dalla giudice Simona Tordelli, con il pubblico ministero d’udienza presente in aula. Bandecchi non ha presenziato, ma è stato rappresentato dai suoi avvocati difensori, Carlo Pacelli e Giorgio Panebianco.
L’udienza è stata breve e non ha visto la costituzione di parti civili. La prossima seduta è stata fissata per il 18 dicembre, con l’obiettivo di permettere alle parti di approfondire alcuni aspetti tecnici e sostanziali del procedimento. Coletto però ha annunciato di voler ritirare la querela, se il sindaco si scuserà appunto con una lettera. Potenza dell’accordo stretto politicamente prima delle regionali fra Alternativa Popolare e il centrodestra, verrebbe da dire. La lettera di scuse arriverà davvero? Non resta che attendere.
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