Un presepe di denuncia con omaggio a Yasmine: Gesù Bambino che chiede aiuto tra le onde

l presepe dell'Istess di Terni trasforma la tradizione in un messaggio di speranza e denuncia sociale. Il Bambinello galleggia in un mare blu simbolo di pericolo e umanità.

Quest’anno, il presepe dell’Istituto di studi teologici storico sociali (Istess), allestito al Cenacolo San Marco di Terni, si distingue per il suo forte impatto visivo e simbolico. L’opera, intitolata The Big Blue, abbandona i canoni classici per offrire una rappresentazione in cui il Gesù Bambino affoga nelle acque di un mare blu, circondato da rifiuti plastici e stelle europee al posto della cometa.

Una dedica a Yasmine e ai bambini in pericolo

Il presepe rende omaggio a Yasmine, la bambina sopravvissuta a un recente naufragio nel Mediterraneo, e vuole ricordare i pericoli affrontati quotidianamente da migliaia di migranti, spesso minori, nel tentativo di raggiungere una vita migliore. Arnaldo Casali, direttore dell’Istess, ha spiegato che il presepe rappresenta un mare di tristezza, ma anche di speranza, sottolineando il doppio significato della parola “blue” in inglese.

“Il Bambinello rappresenta quei bambini che rischiano la vita ogni giorno nei nostri mari,” ha dichiarato Casali. Il presepe è un invito all’Europa a prendere le redini della salvezza e a diventare una guida per le persone che affrontano questo mare pericoloso.

Simbolismo e critica sociale

In questa rappresentazione innovativa, Madonna e San Giuseppe sono sostituiti da due bottiglie di vetro, mentre i pastori e le pecore sono rimpiazzati da plastiche galleggianti. Le stelle dell’Unione Europea si ergono come un segno di speranza ma anche di responsabilità. Casali sottolinea che queste stelle rappresentano la possibilità di salvezza per un’umanità che rischia di annegare nell’indifferenza.

“La bandiera europea osserva e al tempo stesso può essere la guida verso un futuro migliore,” spiega il direttore. Anche i rifiuti presenti nell’allestimento non sono casuali: richiamano l’inquinamento marino, un problema che aggrava ulteriormente la condizione dei migranti e mette in pericolo l’ecosistema.

La speranza nel mare di tristezza

Secondo Casali, il presepe di quest’anno ha un messaggio profondo: il Bambinello che affoga è l’incarnazione dell’umanità stessa, un richiamo a non dimenticare che Dio si è fatto uomo per condividere il destino di chi soffre. Il tema del Giubileo, Pellegrini di Speranza, è stato una fonte di ispirazione per questa rappresentazione.

“Questo presepe è un grido di aiuto, ma anche un atto di fede ostinata nel futuro,” sottolinea Casali, evidenziando che la salvezza dipende non dai Re Magi, ma dall’azione concreta di chi, come l’Europa, ha il potere di fare la differenza.

Un richiamo alla responsabilità ambientale

L’utilizzo di rifiuti nel presepe sottolinea anche la necessità di una maggiore responsabilità ambientale. Le plastiche galleggianti sono un monito per ricordare che la salvaguardia dei mari non è solo una questione di natura, ma anche di umanità.

Questo presepe diventa così molto più di una semplice decorazione natalizia: è un’opera che invita alla riflessione e al cambiamento, sia sociale che ambientale.

Redazione

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