Ast, summit in Regione. “Sia reso pubblico l’accordo di programma”. Sindacati pronti allo sciopero

Unità d'intenti fra Regione, Provincia e Comune nell'incontro convocato da De Rebotti. Bandecchi: "IL Governo si assuma le sue responsabilità". Le sigle dei metalmeccanici: "Nessuna certezza dal Mimit, tempo di agire". La vicenda arriverà anche in Parlamento e Breuxelles. Agitazione da Marzo

Fumata grigia dalla riunione svoltasi nella mattinata di oggi presso gli uffici ternani della Regione al Centro Multimediale per la questione Ast. L’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, ha riunito Comune, Provincia e parti sociali per fare il punto. Ne è uscito un incontro interlocutorio dal quale l’unica vera notizia è il termine di fine mese per la firma dell’Accordo di programma.

Proprio questo è stato il nodo, con i sindacati che hanno chiesto di renderlo pubblico a prescindere dalla firma. Richiesta alla quale De Rebotti non ha potuto dare seguito in quanto – come spiegato – “non ne conosce il contenuto”. Il sindaco Bandecchi invece ha spiegato che “l’accordo di programma è stato da noi discusso appena trovata la soluzione sulla discarica che inizialmente precludeva il percorso e che altri dettagli non sono stati resi noti per volontà dell’azienda”. Ma Bandecchi e l’assessore Cardinali, si sarebbero impegnati, su richiesta dei sindacati, a fornire il testo, nel quale sarebbe previsto, nell’ambito dell’accordo sulla discarica un aumento dei livelli occupazionali “esigibile solo se si sottoscrive l’accordo di programma nel suo complesso”.

Un quadro che come evidente non può soddisfare i sindacati, ai quali De Rebotti ha delineato quella che sarà la strategia della giunta regionale e i prossimi passi che dovranno portare ad “una ormai necessaria rapida definizione dell’Accordo di Programma”.

“Come Regione Umbria – ha detto l’assessore De Rebotti – chiederemo che vengano condivisi con le istituzioni, al più presto, i contenuti dell’Accordo di Programma, oggetto di una valutazione tra azienda, MIMIT e MASE che dura da troppo tempo e che ha visto alternarsi al tavolo vari governi, amministrazioni comunali e regionali. I contenuti vanno partecipati anche alla comunità dei lavoratori dell’azienda e a quella territoriale e regionale. Entro fine mese, quindi, come garantito dal Ministro Adolfo Urso nell’ultimo incontro al MIMIT, l’Accordo di Programma, che dovrà contemplare e contenere anche le scelte strategiche assunte dalla Regione per ciò che attiene l’abbassamento dei costi dell’energia, a partire dal 2029, e quelle del Comune di Terni per quanto attiene la discarica, dovrà essere inderogabilmente siglato”.

Da qui al 28 Febbraio dunque, proseguiranno gli incontri: “Bisogna arrivare – sottolinea De Rebotti – tutelare i livelli occupazionali e la prospettiva industriale di una azienda che rappresenta il locomotore dell’economia del territorio del ternano e dell’intera regione”. E chiede un impegno da parte di tutte le istituzioni per l’elaborazione “di un nuovo patto di territorio che contempli l’ambito energetico, ambientale, sociale e contestualmente tratteggi un nuovo modello di sviluppo industriale per l’intera area territoriale in moda da vincere la sfida della transizione”.

La posizione della Provincia

Francesco Ferranti, presidente pro tempore della Provincia sottolinea la coesione delle parti “Si è ribadita – dice – la priorità che, a prescindere dalla questione dei costi energetici, l’Accordo di Programma venga firmato entro la fine di febbraio e ne venga reso noto il contenuto. In caso contrario si è convenuto sulla possibilità di forme di composta mobilitazione per ribadire la compattezza di questo territorio così come già avvenuto in passato”. Ferranti punta l’indice oltrechè sui livelli occupazionali anche sul potenziamento delle infrastrutture territoriali e la valorizzazione, a parità di costi, delle aziende dell’indotto locale. Condivisione inoltre su livelli occupazionali e produttivi con il mantenimento dei due forni e sulla strategicità di Ast a livello nazionale e internazionale”.

La posizione del Comune

“I sindacati sono innervositi ed è normale – ha detto Bandecchi uscendo dalla riunione – perché la data del 20 Gennaio non è stata rispettata, non c’è stato alcun chiarimento. Nessuno ha saputo nulla. Credo che secondo me il 28 Febbraio avvieranno lo sciopero e se lo faranno hanno ragione: vanno date risposte in fretta: se gli operai si mobilitano per questo, ci sarà un problema sociale gravissimo, con le famiglie che non ce la faranno a tirare avanti. L’azienda di Terni è strategica, abbiamo già perso molti asset nell’acciaio, abbiamo già perso molti occupati e c’è un problema come automotive: abbiamo 20 giorni di tempo, il Governo deve farsene carico e Arvedi deve capire. L’accordo di programma? Ci sono 300 milioni di fondi europeo per l’ambiente e un piano strategico di Arvedi: questa parte non vogliono rivelarla. A latere c’è il problema energia. Il Governo deve assumersi le sue responsabilità: come allora propose ad Arvedi di acquisire Ast ora deve chiedergli di mantenere gli impegni che lui stesso ha proposto”.

Sindacati: via alla mobilitazione

Fim, Fiom, Uil, Ugl, Fismic in effetti in una nota, confermano l’insoddisfazione e richiamano “alla massima condivisione e responsabilità nel bene comune e a difesa dei livelli occupazionali, della strategicità e sviluppo del sito industriale nei mercati globali”. Contestualmente, annunciano la ripresa della ripresa dello stato di agitazione, “anche in ragione della posizione espressa dall’azienda sulla possibilità di non mantenere i livelli occupazionali. Non è possibile che dopo tre anni questo stato di indeterminatezza possa essere scaricato di nuovo sui lavoratori, che al netto degli investimenti fatti, oggi comunque subiscono una riduzione dei costi che impatta sull’organizzazione del lavoro dei diretti e dell’indotto”.

Le segreterie regionali dei sindacati a livello generale ricordano inoltre che “L’esito della discussione sull’accordo di programma non può inficiare comunque la necessità e l’urgenza di approfondire e condividere un piano industriale, che garantisca al sito di Terni la capacità di rimanere un player internazionale e soprattutto per il valore che AST rappresenta nell’economia territoriale, regionale, nazionale ed europea”. Inoltre, evidenziano come “un eventuale Accordo di programma per AST debba essere ricompreso dentro un nuovo Patto di Territorio capace di “rigenerare” gli strumenti e i riconoscimenti già presenti, implementarli con i nuovi, cogliendo le sfide europee legate alla sostenibilità ambientale economica, sociale. Dobbiamo lavorare attorno ad uno strumento più inclusivo,capace di immaginare una città sostenibile in grado di fermare il declino della città”.

La vicenda arriverà nei prossimi giorni anche sul tavolo dei parlamentari di tutti gli schieramenti eletti in Umbria, compresi quelli Europei ma intanto è già pronta la mobilitazione ad oltranza per i primi giorni di Marzo.

 

 

Redazione

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