Non solo asfalto sostenibile, ma anche riciclabile. I risultati del progetto End of Waste, avviato da Arpa e Tarpojarvi Oj sul progetto di riutilizzo sostenibile delle scorie prodotte da Ast – che la multinazionale finlandese lavora – hanno dato esito positivo e ora dall’Umbria parte un modello di economia circolare destinato a diventare una chiave per il futuro in tanti settori. Arpa e Tarapojarvi Oj hanno presentato il tutto nel corso di una conferenza stampa presso l’auditorium della sede di Terni, presenti il Commissario Straordinario di Arpa Umbria, Massimo Perari, la dirigente del Distretto Terni-Orvieto di Arpa Umbria, Caterina Austeri, l’Assessore alle Infrastrutture della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, l’Amministratore Delegato di Tapojarvi Italia, Martti Kaikkonen e l’amministratore Delegato di Arvedi AST, Dimitri Menecali.
Ma in platea, a prendersi la scena nel finale c’erano anche Enrico Melasecche, oggi capogruppo della Lega ma predecessore di De Rebotti e motore del progetto – l’attuale titolare dell’assessorato lo ha riconosciuto – e l’assessore allo sviluppo economico del comune di Terni Sergio Cardinali, che proprio di chimica si è occupato nella sua lunga esperienza da sindacalista: “Per noi è un grande momento – sottolinea Kaikkonen, perchè abbiamo investito molto in questo progetto pilota che dall’Umbria è pronto a spiccare il volo verso il centro Italia e non solo. Abbiamo già iniziato a commercializzare il filler e contiamo di applicarlo non solo all’asfalto, ma anche al calcestruzzo e alla malta impermeabile”. Proprio nell’ambito della malta sarebbero arrivate le prime commesse lo scorso dicembre.
Il progetto

La prima fase aveva dato conto della possibilità di realizzare asfalto sostenibile partendo dalle scorie, mentre la seconda ha confermato che lo stesso asfalto, una volta fresato, potrà essere destinato ad impianti di recupero il rifiuto da fresato di asfalto, sia realizzato con filler naturale che con filler artificiale, classificato con codice EER 17 03 02. “Quello che abbiamo fatto – spiega Austeri – è prelevare sei diversi campioni, tre con filler naturale e tre col filler artifriciale, abbiamo effettuato i test cessione e confrontato i dati con i decreti End of Waste del settore inerti: il risultato è che questo materiale potrà quindi, in un’ottica virtuosa di economia circolare, essere utilizzato al fine di produrre “granulato di conglomerato bituminoso” per la realizzazione di miscele bituminose a caldo e a freddo e costruzioni stradali”.
I campioni esaminati sono relativi a strato di usura, strato binder e misto di asfalto realizzato con filler naturale (3 campioni) e a strato di usura, strato binder e misto di asfalto realizzato con filler proveniente dalla scoria Tapojarvi (3 campioni): “Il recupero di tali scorie, a valle della fase di estrazione dei metalli – è stato spiegato – in un’ottica di economia circolare, consente di diminuire l’utilizzo della discarica aziendale e allo stesso tempo di fornire un materiale per la produzione di conglomerato bituminoso alternativo a quello naturale estratto dalle cave (con notevole riduzione dell’anidride carbonica e del consumo di suolo)”
La sfida

Dimitri Menecali, ad di Ast spiega: “Abbiamo fortemente voluto questo percorso, necessario perchè noi siamo un’azienda che ha un’alta percentuale di scorie che venivano gestite in discarica. In questo modo vengono conferiti molto meno. Quando siamo partiti era un progetto in cui non in tanti credevano: quando Tarpojarvi ci ha proposto l’idea abbiamo accettato con entusiasmo. Oltretutto questo consente di creare nuovi prodotti ecosostenibili da immettere sul mercato. Era una sfida che richiedeva un approccio di alto livello ed i risultati ci premiano. Il nuovo impianto di trattamento scorie consentirà di portare avanti tutto questo”.
Francesco De Rebotti, assessore allo sviluppo economico aggiunge: “Questo progetto è una chiave importante per l’economia ternana, un modello che partendo dall’Umbria potrà essere esportato anche altrove. Come Regione chiameremo a raccolta tutti gli attori coinvolti in quest’ambito a cominciare ad Anas: la nostra richiesta sarà quella di chiedere che nei capitolati per la realizzazione di grandi strade venga inserito l’utilizzo di questo asfalto, come forma di premialità per le imprese che lo faranno”. E rivolgendosi agli studenti dell’Its presenti in sala da buon professore conclude: “Un giorno magari, camminerete sulle strade italiane sapendo che sono fatte con un pezzo della vostra città”.,
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