Dopo un anno di sperimentazione sulla strada statale Valnerina, si avviano le analisi per valutare l’efficacia dell’innovativo asfalto realizzato con le scorie delle acciaierie Ast.
L’Arpa Umbria ha avviato i test finali sull’asfalto realizzato con le scorie delle acciaierie Ast Arvedi, utilizzato in un tratto sperimentale di un chilometro sulla strada statale Valnerina. Le operazioni di fresatura e campionamento sono iniziate ieri mattina per verificare le caratteristiche ambientali e tecniche del materiale filler “End of Waste” recuperato dalle scorie di acciaieria., messo a dimora lo scorso dicembre. Si tratta di un importante passo per valutare se questo materiale innovativo possa effettivamente uscire dalla qualifica di rifiuto ed essere riutilizzato in futuro per la produzione di asfalto stradale.
Il progetto prevede l’utilizzo di scorie di acciaieria, trattate da Tapojarvi, come componente minerale sostitutivo del tradizionale pietrame di cava, offrendo una soluzione all’insegna dell’economia circolare. Arpa Umbria, in collaborazione con Anas, Ast Arvedi, e la Regione Umbria, ha monitorato attentamente la performance di questa miscela bituminosa durante l’ultimo anno, verificandone l’efficacia e la durabilità nel tempo.
I risultati delle analisi di compatibilità ambientale, attualmente in corso, sono fondamentali per determinare se questo asfalto ecologico possa essere commercializzato. Secondo Francesco Longhi, direttore del dipartimento Umbria sud di Arpa, la fase di fresatura e test di cessione consentirà di appurare se il materiale può essere classificato come end of waste e impiegato in modo sicuro e conforme alle normative ambientali.
Francesco Longhi, direttore del dipartimento Umbria Sud di Arpa, ha sottolineato l’importanza della sperimentazione nel contesto dell’economia circolare. “Stiamo utilizzando un materiale recuperato che altrimenti sarebbe stato smaltito in discarica per produrre conglomerato bituminoso”, ha dichiarato. Le analisi di laboratorio saranno determinanti per verificare la compatibilità ambientale dell’asfalto, consentendo il pieno inserimento del filler da scorie nel ciclo produttivo.
Martti Kaikkonen, amministratore delegato di Tapojarvi Italia, presente durante i test, ha espresso soddisfazione per gli esiti preliminari del progetto e ha ringraziato la Regione Umbria e Arpa per il loro supporto tecnico-scientifico. Se le verifiche attuali confermeranno la compatibilità ambientale, sarà possibile avviare la produzione su larga scala di aggregati derivati dalle scorie, offrendo una soluzione sostenibile per la pavimentazione stradale.
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