L’Umbria punta a diventare la seconda regione italiana , dopo la Toscana, ad avere una legge sul fine vita.
Lo ha annunciato Laura Santi, la donna di Perugia attivista dell’associazione Coscioni, affetta da una forma progressiva di sclerosi multipla, la quale ha anticipato che dall’inizio del mese di aprile, allo scopo, sarà avviata una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare.
“Oggi dopo avere ottenuto il mio diritto potrei mollare – ha affermato – ma non mi piace questa situazione e non me ne andrò prima di aver combattuto per altre persone che si trovano nella mia stessa situazione”.
Arriva l’endorssment di Stefano Bandecchi: “Il Governo sbaglia a non appoggiare la legge- scrive su Instagram- Ogni essere vivente ha il.diritto alla non sofferenza. Non è una questione religiosa, bensì una scelta individuale che lo Stato ha il dovere di regolamentare”.
L’associazione Terni Valley invece sosterrà la raccolta firme, lo ha comunicato attraverso un post sui social “Sosteniamo l’ Associazione Luca Coscioni e la mobilitazione annunciata oggi da Laura Santi per la prossima primavera – si legge nel post – Dal primo aprile, infatti, partirà la raccolta firme per una legge regionale di iniziativa popolare che, anche in Umbria, garantisca il diritto al suicidio assistito e all’autodeterminazione.
Quella di Terni è la città dove, già nel 2010, in migliaia ci mobilitammo per un regolamento comunale per il testamento biologico, accogliendo Beppino Englaro (padre di Eluana Englaro, ndr) e riuscendo a portare, pochi anni dopo, lo stesso Consiglio comunale di Terni ad approvare finalmente la proposta di iniziativa popolare. È la città dove, solo un anno fa, in oltre sei mila ternani, fra cui moltissimi giovani, ci recammo ai gazebo per firmare il referendum sull’eutanasia legale.
Ora è il momento di continuare a impegnarci su quella strada. Forti del risultato in Toscana, tocca ora a noi umbri. E in particolare tocca a noi ternani guidare il cambiamento.
È bene che tutti ci schieriamo fin da subito dalla parte dei diritti e della libertà. Che iniziamo a fare passaparola, chiedendo a tutti i rappresentanti politici e istituzionali, a partire dal sindaco, fino alle consigliere e ai consiglieri comunali della nostra città, di prendere posizione in modo chiaro e schierarsi dalla parte dei cittadini”
Ll sostegno della politica locale
Anche il consigliere regionale Fabrizio Ricci, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, ha espresso il proprio appoggio alla campagna, sottolineando come sia necessario superare l’immobilismo del Parlamento:
“Accogliamo con attenzione, rispetto e sensibilità l’appello di Laura Santi e sosterremo il percorso di partecipazione e raccolta firme, affinché questa proposta diventi realtà anche in Umbria. Serve una legge che ribadisca quanto già affermato dalla Consulta nella sentenza Cappato e che dia risposte concrete ai pazienti che aspettano da troppo tempo di poter esercitare il proprio diritto di scelta”.
Ricci ha poi evidenziato come alcune regioni stiano già facendo passi avanti, citando la Toscana come modello: “È la prima Regione italiana ad aver regolamentato l’accesso al suicidio assistito. Un segnale importante da cui possiamo prendere esempio”.
“Questa è una battaglia di libertà e dignità – conclude Ricci – e continueremo a lavorare affinché questo diritto venga riconosciuto a tutte le persone che, come Laura, vogliono poter decidere del proprio percorso di vita”.
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