Abbandonare un motoscafo di cinque metri, completo di motore, in un’area pubblica e farla franca? A quanto pare sì. Il caso di Terni, in via Curio Fornaci (zona Maratta), lo dimostra chiaramente: un’imbarcazione è stata lasciata in un parcheggio senza che nessuno ne rivendicasse la proprietà, e ancora oggi non si conoscono i responsabili.
Un vuoto normativo che favorisce l’impunità
La possibilità di abbandonare un bene di tali dimensioni senza conseguenze si deve a una combinazione di fattori:
- Cancellazione delle tracce – Eliminare matricole o segni identificativi rende impossibile risalire al proprietario.
- Ritardi nelle segnalazioni – La mancata tempestività nell’allertare le autorità compromette l’efficacia delle indagini.
- Limiti normativi sulla privacy – Le attuali leggi impediscono di conservare immagini oltre le 24 ore, ostacolando la raccolta di prove utili.
Un problema di civiltà, prima ancora che di legge
Oltre ai limiti legislativi, il vero nodo della questione sta nell’assenza di senso civico e nel disinteresse per l’ambiente. Chi compie gesti simili lo fa per convenienza personale, scaricando i costi sulla collettività.
Dopo un’indagine della Polizia Locale, che non ha portato a risultati concreti, la responsabilità è passata ad ASM Terni Spa, incaricata della rimozione e dello smaltimento del natante. E chi paga? I cittadini.
Questo episodio solleva una domanda inquietante: quante altre situazioni simili rimangono impunite ogni giorno? Senza interventi normativi e un maggiore senso di responsabilità collettiva, il rischio è che questi episodi diventino la norma, anziché l’eccezione.
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