Con 10 voti contrari e 8 favorevoli, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha bocciato la mozione presentata dal consigliere Nilo Arcudi (Tesei presidente – Umbria civica) per la realizzazione di un termovalorizzatore nell’ambito del Piano regionale di gestione dei rifiuti. L’obiettivo era quello di ridurre il conferimento in discarica, garantendo elevati standard ambientali e promuovendo un’informazione chiara sulla termovalorizzazione come strumento complementare al riciclo.
Illustrando la proposta, Arcudi ha ribadito che il solo riciclo non basta: “Anche raggiungendo il 75% di raccolta differenziata, resterà comunque un 25% di rifiuti da smaltire. L’Unione Europea e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale considerano la termovalorizzazione una soluzione preferibile rispetto alla discarica, che è il metodo di smaltimento più dannoso”. Il consigliere ha evidenziato che altre regioni italiane ed europee hanno ridotto il ricorso alle discariche grazie all’integrazione tra riciclo e termovalorizzazione, ottenendo anche energia rinnovabile.
Lo scontro in Aula: “Inceneritore obsoleto” o “scelta responsabile”?
Contrario alla proposta, Fabrizio Ricci (Avs) ha criticato l’uso del termine termovalorizzatore: “Meglio chiamarlo inceneritore. È una tecnologia datata, costosa e inquinante”. Ha ricordato che gli inceneritori non sono stati inclusi tra le tecnologie finanziabili dal PNRR, perché considerati dannosi per l’ambiente. “La Danimarca sta dismettendo il 30% dei propri inceneritori perché inquinano e riducono la raccolta differenziata. Inoltre, dal 2028 l’Unione Europea imporrà una tassa su questi impianti”.
Dall’altro lato, Eleonora Pace (FdI) ha accusato il centrosinistra di non aver affrontato il problema in passato: “Si è scelto di non scegliere, portando all’esaurimento delle vecchie discariche”. Ha poi chiesto chiarezza sulle alternative, sottolineando che “il 100% di riciclo non esiste e non si capisce come la Giunta Proietti intenda gestire la parte residuale dei rifiuti”.
L’assessore Thomas De Luca ha difeso la scelta di non costruire l’impianto: “L’Umbria è già al 68% di riciclaggio e l’obiettivo del 75% è a portata di mano. Ma la quantità residua di rifiuti da smaltire, circa 80mila tonnellate all’anno, è troppo bassa per giustificare un inceneritore, che ne richiederebbe almeno 400mila”. Ha inoltre evidenziato i costi elevati: “Realizzarlo costerebbe circa 200 milioni di euro, un investimento insostenibile”.
Secondo De Luca, anche l’esperienza di Brescia non è un modello da seguire: “Il teleriscaldamento, lì, è a pagamento e costa più del metano. Inoltre, solo il 18% è garantito dal termovalorizzatore”. Ha poi annunciato che la Giunta sta lavorando a una nuova normativa per massimizzare il recupero di materia dai rifiuti con impianti dedicati.
Il futuro della gestione dei rifiuti in Umbria
Al termine della discussione, Nilo Arcudi ha commentato con amarezza la bocciatura della mozione: “Vedremo quali sono i dati reali sulla produzione dei rifiuti e sui livelli di riciclaggio. Prendo atto che su un tema così strategico il PD non è intervenuto. Un segnale simbolico importante”.
Anche Eleonora Pace (FdI) ha chiesto risposte concrete: “Attendo di vedere atti e delibere che certifichino la scelta del nuovo scenario, con costi, investimenti e l’utilizzo delle discariche. Noi avevamo attivato la procedura per il termovalorizzatore, voi vi troverete presto a fronteggiare un’emergenza”.
La bocciatura della mozione lascia aperti diversi interrogativi sul futuro della gestione dei rifiuti in Umbria. Arcudi ha chiesto dati aggiornati sulla produzione dei rifiuti e sui livelli di riciclaggio, mentre Pace ha sollecitato la presentazione di un piano dettagliato con costi e investimenti per evitare il rischio di una crisi del sistema. Con le discariche vicine al limite, la Regione dovrà trovare una soluzione per la chiusura del ciclo dei rifiuti senza ricorrere al termovalorizzatore.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Non riesco mai a leggere quella parte in cui si spiega come smaltire o valorizzare la parte che resta a valle della differenziata. Qualcuno sa darmi una alternativa a discarica e/o incenerimento?