La Biblioteca Comunale di Terni ha ospitato la conferenza “Lo scarto sostenibile: dal food waste alle nuove tecnologie”, che ha visto protagonista Raffaele Mezzenga, scienziato e docente presso l’Eth di Zurigo. L’incontro si è svolto giovedì pomeriggio alla presenza di numerosi studenti e figure istituzionali.
Antonio Faba, dell’Università di Perugia, ha aperto l’evento sottolineando il valore del Terni Festival, rassegna che ha offerto numerose occasioni di confronto tra studenti e figure accademiche di spicco. All’introduzione ha fatto eco l’assessore all’istruzione Viviana Altamura, che ha evidenziato come l’attuale amministrazione abbia proseguito e potenziato il progetto, trasformandolo in una vetrina per promuovere Terni come città universitaria.
Alla conferenza erano presenti gli studenti degli istituti Casagrande Cesi, Allievi San Gallo, Scientifico Donatelli e Galilei, Classico e Artistico, Ipsia e Angeloni, coinvolti attivamente in una giornata di approfondimento su tematiche cruciali per il futuro del pianeta.
Durante il suo intervento, Mezzenga ha ricordato le proprie origini ternane, raccontando come da circa trent’anni viva all’estero. Ha quindi introdotto il tema del “food waste”, evidenziando che per ogni chilogrammo di proteine alimentari sprecato, tra i 15 e i 750 chilogrammi di CO₂ vengono rilasciati nell’atmosfera, aggravando il cambiamento climatico.
Il docente ha spiegato che lo spreco alimentare non influisce solo sulle emissioni, ma compromette anche cicli vitali come quelli di azoto e fosforo, oltre a incidere sull’uso delle risorse idriche, sul cambiamento del territorio, sull’inquinamento chimico e sulla perdita di biodiversità.
Raffaele Mezzenga ha poi richiamato l’attenzione sui diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sottolineando come il cibo sia al centro di ciascuno di essi. Ogni anno, ha ricordato, si spreca circa un miliardo di tonnellate di alimenti a livello globale, un dato che impone una riflessione urgente.
Attraverso l’uso di slide illustrative, Mezzenga ha proposto soluzioni innovative: le proteine alimentari scartate possono essere reimmesse nella filiera o utilizzate come base per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili. Questa seconda opzione, ha sottolineato, rappresenta una strategia efficace per ridurre le pressioni ambientali, contribuendo così ad affrontare alcune delle principali sfide globali.
Durante l’evento, è stato anche premiato il professore Pietro Burrascano, che ha ricevuto una targa di riconoscimento, e ha preso parte Giocondo Talamonti, storica figura dell’istruzione locale.
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