Anche i docenti precari hanno diritto al bonus da 500 euro previsto per la formazione professionale, ma i ritardi del ministero dell’Istruzione hanno costretto alcuni insegnanti a rivolgersi nuovamente al Tar. Il tribunale amministrativo, infatti, è intervenuto a seguito del ricorso presentato da cinque insegnanti di Terni, riconoscendo che la situazione di difficoltà del ministero non può giustificare l’inadempimento.
Le sentenze civili a favore dei ricorrenti, pronunciate tra dicembre 2022 e giugno 2023, riconoscevano ai docenti a tempo determinato lo stesso diritto dei colleghi di ruolo al bonus annuo di 500 euro, da utilizzare tramite la “Carta del docente”. Dopo il passaggio in giudicato delle decisioni, i professori avevano trasmesso le sentenze al ministero, che avrebbe dovuto provvedere al pagamento entro 60 giorni.
Nonostante il riconoscimento del diritto, l’accredito non è mai avvenuto. Così i docenti si sono rivolti nuovamente al Tar per ottenere l’esecuzione del provvedimento. In giudizio, il ministero ha sostenuto di aver avviato una piattaforma online per raccogliere le sentenze, lamentando che i ricorrenti non avevano seguito la nuova procedura. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che i creditori avevano già atteso un tempo eccessivo, e che ulteriori ritardi sarebbero stati contrari ai principi di correttezza e buona fede.
La decisione del Tar ha quindi disposto che il ministero ha altri 60 giorni di tempo per adempiere, e ha nominato il prefetto competente come commissario ad acta. In caso di ulteriore inadempienza, sarà quest’ultimo a procedere direttamente al rilascio della carta e all’accredito delle somme.
La sentenza riafferma il principio che la burocrazia interna non può ostacolare i diritti acquisiti e rappresenta un importante precedente per le migliaia di insegnanti precari che attendono il riconoscimento del bonus docente.
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