«Dall’opposizione di centrodestra in Regione mi dividono tante cose, a partire da storia, visione di società, valori e ideali. Devo però riconoscere che quella opposizione è fatta di persone preparate ed è stata, finora, efficace». Così si apre il lungo post pubblicato su Facebook da Alessandro Gentiletti, ex consigliere comunale ternano, che prende posizione con parole nette e inusuali, soprattutto per un esponente dell’area progressista.
Gentiletti critica apertamente la manovra fiscale portata avanti dalla Regione, definendola «iniqua e inutile», e aggiunge: «Oggi quella opposizione – che lo si voglia o no, in assenza di altri – rappresenta anche tanti di noi di sinistra che non ci riconosciamo» in queste scelte economiche. Il riferimento è rivolto soprattutto a chi, pur appartenendo all’area progressista, non si sente rappresentato da provvedimenti che colpiscono i redditi bassi.
Nel suo intervento, l’ex consigliere evidenzia come la manovra fiscale andrebbe a gravare sui pensionati, i lavoratori dipendenti e le famiglie monoreddito, anche quelle con entrate di 1.500 euro al mese. La critica più dura riguarda la presunta mancanza di progressività del provvedimento, definita «fuori dalla realtà concreta».
Non manca un apprezzamento rivolto a quei sindacati e leader di sinistra che, secondo Gentiletti, stanno dimostrando indipendenza di giudizio: «Bene fanno quelle forze sindacali e quei leader, anche di sinistra, che, immuni al suono delle sirene del reggimento, protestano e antepongono la difesa dei lavoratori e dei contribuenti all’appartenenza politica». È un invito, il suo, a rompere con logiche di schieramento per concentrarsi sulla tutela delle fasce più deboli.
Infine, l’appello più forte: «Non lasciamoli soli. Non lasciamo questa battaglia alla destra». Una frase che suona come una chiamata all’impegno per tutta la sinistra umbra, con l’obiettivo di evitare che un’opposizione concreta ed efficace sia esercitata unicamente da chi, tradizionalmente, siede sul fronte opposto.
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Non piace alla sinistra, non piace ai sindacati, ovviamente non piace all’opposizione… figuriamoci ai cittadini che dovranno pagare!!!
Ma chi li ha votati ha capito in che mani siamo adesso!!