“Il 25 aprile è la festa della Liberazione. È la festa che ci permette di essere oggi tutti qui in democrazia, che ci permette di decidere”. Con queste parole, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha aperto le celebrazioni della Festa della Liberazione nella città umbra, ricordando il valore della libertà riconquistata grazie al sacrificio di tanti uomini e donne.
Le commemorazioni si sono svolte in diversi luoghi simbolici della città: da Palazzo Spada a piazza della Repubblica, passando per ponte Garibaldi e piazza Briccialdi, con cortei e la deposizione di corone in onore dei caduti della Resistenza. Una giornata intensa e partecipata, in cui Terni ha voluto riaffermare con forza la propria adesione ai valori della democrazia.
“Prima avevamo uno Stato che ci guidava e ci comandava”, ha osservato Bandecchi, tracciando un chiaro contrasto con il passato autoritario. Poi ha aggiunto: “Io sono contento che sia andata così e mi inchino davanti a chi ha chiuso gli occhi per permettere a noi di averli molto aperti”, rendendo omaggio a coloro che hanno perso la vita per costruire un Paese libero.
Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato anche la complessità storica di questa ricorrenza. “Dopo 80 anni è ancora difficile ragionare su argomenti così divisivi e particolari”, ha dichiarato. Le sue parole fanno eco all’anniversario tondo celebrato quest’anno: l’80° anniversario della ritirata delle forze naziste e fasciste da Torino e Milano, eventi che segnarono la fine dell’occupazione e l’inizio di una nuova era per l’Italia.
Bandecchi ha voluto ricordare che la libertà conquistata non è frutto di un’unica parte politica, ma di un fronte ampio e trasversale. “Molti sono gli uomini che hanno dato la vita per quella libertà utile a condividere questo momento, dovuta a tutti quei ragazzi repubblicani, liberali e non solo comunisti che hanno combattuto per la nostra libertà”, ha detto, sottolineando l’unità di intenti che ha caratterizzato la lotta di Liberazione. Visitando il monumeto ai caduti ha poi sottolineato: “Non si può rimanere indifferenti di fronte a tutti questi nomi. Questa Nazione ha bisogno di ognuno di noi che per andare avanti. Ci è mancata onestà intellettuale, perchè ognuno ha responsabilità sulle cose, su come sono andate. Il fascismo non è nato casualmente, in troppi abbiamo ignorato dopo aver visto”
E ha aggiunto: “Ho fatto suonare l’inno, non ho fermato nulla, oggi siamo qui a festeggiare chi ci permette di parlare da idee diverse”. Raccogliendo l’invito poi a cantare Bella Ciao da parte di Anpi ha detto: “Chi non festeggia oggi non ha capito il significato del 25 Aprile: è la festa di tutti”. Inoltre Bandecchi ha anche ricordato Papa Francesco e i valori che ha insegnato.
Il vicepresidente della Provincia Francesco Ferranti ha sottolineato “il sacrificio dei nostri compatrioti per regalarci i valori di democrazia, pace e fratellanza che tutti dobbiamo custodire gelosamente e tramandare. Terni ha dato un grande contributo alla Liberazione: da qui partirono 300 volontari, diretti verso il Nord Italia, per aiutare altri italiani a completare la lotta per la Liberazione”
L’onorevole Raffaele Nevi, presente all’evento aggiunge: “Ricordo che c’erano anche partigiani liberali, socialisti, cattolici, repubblicani e non certo solo comunisti. La sinistra si è impossessata negli anni di questa festa anche per negligenza degli altri ma come disse mirabilmente Silvio Berlusconi a Onna, in provincia dell’Aquila, durante il suo discorso per il 25 aprile, è una festa di tutti coloro che amano la democrazia e la libertà, non di una parte politica.”
Alle celebrazioni hanno partecipato anche le autorità civili, religiose e militari e le associazioni combattentistiche e d’arma.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.









