La città di Terni è pronta a vivere uno dei momenti più attesi della primavera: la 129esima edizione del Cantamaggio ternano. L’appuntamento è fissato per la sera del 30 aprile, con la tradizionale sfilata dei carri allegorici che porteranno musica, colori e allegria nelle vie del centro.
Alle 20.30 è previsto il raduno dei carri in piazza della Stazione, dove si disporranno secondo l’ordine di partenza. Alle 21 il corteo prenderà il via attraversando viale della Stazione, piazza Tacito, corso Tacito, piazza della Repubblica e arriverà in piazza Europa, dove sotto Palazzo Spada sarà montato il palco ufficiale dell’evento.
Saranno sei i carri allegorici in concorso che sfileranno davanti a cittadini e turisti. A chiudere la parata, come da tradizione, il carro fuori concorso delle Penne all’arrabbiata, realizzato dal gruppo maggiaiolo Lu Riacciu.
I carri saranno esposti fino al 4 maggio in piazza Europa, mentre la cerimonia di premiazione avverrà nella serata del 1° maggio, sempre sotto il palco di Palazzo Spada.
I carri in concorso: sogni, libertà e denuncia sociale
“Oltre la gabbia: la forza di scegliere la libertà”, primo carro a sfilare, è un inno alla trasformazione e al coraggio. Pappagalli coloratissimi rappresentano il desiderio di esprimersi liberamente, mentre un ciliegio maestoso simboleggia la ciclicità della vita e la capacità di rinascere.
Segue “La vita è ‘na giostra”, opera che invita a ritrovare la spensieratezza dell’infanzia. «Le carrozzelle ci accompagnano in ogni attimo della vita», ricordano i maggiaioli, evocando l’invito a non perdere mai la capacità di sognare.
Il terzo carro, “No more war”, porta una forte denuncia contro i conflitti. Una casa distrutta tra le macerie rappresenta le ferite della guerra, ma dalle rovine spuntano fiori colorati, segno di una vita che resiste e rinasce.
Con “Natura contro”, il quarto carro, si sottolinea l’importanza della tutela ambientale. La natura è descritta come casa e madre, un patrimonio da rispettare per garantire la sopravvivenza futura.
Il quinto carro, “Alta marea”, presenta una terra fragile come un vascello di foglie e fiori, in balia delle tempeste moderne. L’allegoria denuncia il conflitto tra l’uomo e la natura, che rischia di compromettere il futuro del pianeta.
Chiuderà la sfilata “’Na primavera da favola”, un viaggio incantato ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie. «È facile rifugiarsi nei sogni», raccontano i maggiaioli, immaginando un mondo dove le lancette dell’orologio si fermano all’ora del tè, lontano dalle tensioni del reale.
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